Speak No Evil è uno di quei film in grado di colpire allo stomaco lo spettatore per la crudezza dei temi trattati e per il modo secco e disturbante con cui sono stati messi in scena da Christian Tafdrup, regista e co-sceneggiatore dell’opera.
La storia presentata dal danese, per quanto frutto della macabra immaginazione dei creatori sarebbe stata ispirata, a detta del filmmaker, da una serie di vicende vissute e da un fatto realmente capitatogli e capace di attivare la sua fantasia.
Dopo aver proposto la nostra recensione di Speak No Evil, torniamo a occuparci del thriller europeo per condividere le parole di Tafdrup a proposito di questa piccola curiosità che lo ha aiutato a generare, insieme a suo fratello, quello che fino a questo momento è stato senza dubbio il suo più grande successo.

Scoprire troppo tardi che qualcuno conosciuto nel luogo di villeggiatura e all’apparenza innocuo e gentile nasconda in realtà tratti da assassino psicopatico può significare l’inizio di un incubo a cui difficilmente si finisce per pensare presi dal mood sereno e spensierato della vacanza.
Nonostante non fosse una situazione per lui del tutto nuova, però, qualcosa di particolare deve essere passato per la testa di Christian Tafdrup quando si è trovato nella condizione di dover accettare un invito del tutto simile a quello che fa da premessa al lungometraggio del 2022.

In una vecchia intervista in cui ha risposto a proposito delle suggestioni e delle avventure che lo avessero ispirato, il cineasta ha infatti spiegato:
In realtà non è molto attinente alle nostre esperienze personaliFin da bambini, io e mio fratello, abbiamo viaggiato molto con i nostri genitori.
Eravamo spesso in Italia, dove incontravamo persone di altri paesi e stringevamo amicizie durante le vacanze. Poi a volte li rivedevamo e non era come nel film, ma era sempre imbarazzante e un po’ sorprendente. Non pensavamo che vivessero così. Quindi siamo finiti in una strana provincia della Germania o in un posto fuori Amsterdam. Ho sempre pensato che fosse una situazione fantastica.
Poi credo di aver vissuto un’esperienza simile nel 2016 con la mia ragazza e nostra figlia. Lei aveva tre anni e abbiamo incontrato una coppia olandese e ho scritto la sceneggiatura ispirandomi un po’ a loro. Siamo diventati amici, ci hanno invitato a casa loro e noi abbiamo rifiutato.
Ma ho pensato: cosa sarebbe successo se fossimo andati a trovarli? E immediatamente mi è sembrato più un film horror che una commedia, anche se ovviamente sarebbe stata una commedia

Fonte: Dread Central
