La grande forza di La Notte Arriva Sempre, come abbiamo anticipato nella nostra recensione, risiede in un finale capace di ribaltare completamente la percezione di una vicenda dai toni ambigui e oscuri.
La premessa relativa alla situazione economica di Lynette e al tema dell’emergenza abitativa che sta opprimendo alcune zone degli Stati Uniti d’America diventa, in fin dei conti, soltanto un pretesto per presentare una protagonista che diventa, in assoluto, il punto centrale della narrazione.
Dopo aver condiviso la nostra spiegazione del finale di Delicious, thriller tedesco distribuito su Netflix, e avvisando degli spoiler presenti nell’articolo, andiamo ad analizzare la conclusione di La Notte Arriva Sempre per palesare l’elefante nella stanza dell’opera adattata dal romanzo di Willy Vlautin.

Spiegazione del significato del finale di La Notte Arriva Sempre
La Notte Arriva Sempre si apre mostrandoci una Lynette che sembra in estrema difficoltà a dover gestire la madre, il fratello e le complicazioni di una vita lavorativa da affiancare in qualche modo a quella universitaria.
Il fatto che Doreen scelga di acquistare un’auto con i soldi che sarebbero dovuti servire per la caparra della casa e la sua reticenza nel parlare della questione e di affrontare il problema aiutano a costruire l’idea di una genitrice disfunzionale che costringe Lynette a prendere sulle proprie spalle tutto il peso delle responsabilità familiari.
Anche mentre il viaggio della ragazza nel cuore della notte si fa sempre più controverso ed eticamente discutibile, lo spettatore viene indotto a fare il tifo per la protagonista, a empatizzare con lei, a giustificare tutto a causa della situazione disperata e a provare dispiacere per tutto quello che la vita le ha riservato.
Eppure gli indizi che qualcosa non andasse in maniera così lineare, anche se fugaci, si trovano puntualmente disseminati nel corso del film: le illazioni di Doreen sull’incapacità della figlia di mantenere un posto di lavoro, le lamentele della sua responsabile a proposito dei ritardi e del fatto che se ne vada spesso via in anticipo a sua detta a causa di Kenny, la sua propensione e bravura nel raccontare bugie, la facilità con cui guarda morire un uomo e scappa lasciando indietro il proprio partner nel crimine.
E ancora: il modo in cui ignora completamente la promessa di compenso fatta a Cody, l’atteggiamento provocante nei confronti di Tommy e, probabilmente sopra tutto il resto, l’incoscienza con cui mette in pericolo la vita di suo fratello coinvolgendolo in una situazione che avrebbe potuto avere esiti gravissimi.

Il confronto con sua madre mentre lei le toglie i vetri dalla schiena finisce per mettere in evidenza ciò che è stato sotto gli occhi di tutti per tutto il tempo: Lynette, forse per ingenuità o per necessità, ha la terribile tendenza a finire nei guai, a non rispettare le regole e a mettere le proprie necessità davanti a qualsiasi altra cosa.
Disperato ma anche risoluto nelle proprie azioni, il personaggio interpretato da Vanessa Kirby d’improvviso non appare più del tutto innocente e privo di responsabilità più o meno importanti, concedendo una più semplice e immediata comprensione del comportamento di Doreen.
Il quadro finale capovolge dunque l’intera storia pur senza modificare del tutto la posizione della ragazza, vittima senza dubbio di un sistema che logora e mastica ma, almeno in parte, anche di se stessa e della sua incapacità di scegliere e poi di tirarsi fuori da situazioni poco edificanti.
Senza giudicare e senza voler dare una risposta netta, La Notte Arriva Sempre rimanda all’annosa questione anticipata da una voce alla radio all’inizio del film: chi si ritrova invischiato in una condizione di bisogno estremo porta con sé delle colpe o è il sistema ad essere costruito in modo tale da lasciare gli ultimi sempre più indietro fino alle estreme conseguenze e fino a costringerli intrappolati in una rete senza fine?

