Hostage, la serie thriller politica in 5 episodi di produzione britannica e distribuita su Netflix a partire dal 21 agosto 2025 è riuscita a balzare in cima alla classifica di streaming della piattaforma ottenendo, dall’altro lato, un discreto successo per quanto riguardi le opinioni della critica.
Lo show racconta del rapimento del marito della prima ministra inglese durante una missione umanitaria e dell’intrigo politico che si scopre essere dietro l’atto terroristico che prende luogo durante i giorni di un importante summit tra Regno Unito e Francia.
Dopo aver condiviso la nostra riflessione sul finale di La Notte Arriva Sempre e avvisando degli spoiler presenti nell’articolo, andiamo dunque a fornire la nostra spiegazione del finale e dell’intreccio narrativo di Hostage.

La Trama di Hostage
Alla vigilia di un vertice politico che vede coinvolte la prima ministra inglese e la presidentessa francese, la rivendicazione del rapimento di Alex, marito della premier Abigail Dalton, in viaggio nella Guyana francese con un team di Medici Senza Frontiere, sconvolge la vita della politica.
Il prezzo chiesto alla Dalton per la liberazione dell’uomo e degli altri medici catturati insieme a lui è la presentazione delle dimissioni e l’abbandono di Downing Street proprio nel pieno di un momento politico molto teso e delicato per il paese.
Dopo aver fatto capire di non avere intenzione di cedere alla minaccia e aver chiesto l’aiuto della presidentessa d’oltremanica, la prima ministra si deve scontrare con l’improvviso dietrofront della donna, anch’ella ricattata attraverso l’uso di materiale privato sensibile.
Tra infiltrati e complotti su ampia scala, la protagonista sarà chiamata a mettere la sicurezza nazionale davanti a tutto per dimostrare ai terroristi tutta la propria forza anche di fronte alla possibilità di mettere a rischio l’incolumità dei propri cari.

Spiegazione del finale di Hostage
Capito che tra gli entourage delle due politiche deve esserci una talpa, i sospetti si focalizzano sulla figura di Kofi, consigliere di Abigail e possessore di un fondo nascosto che mette in discussione la sua fedeltà nei confronti della prima ministra.
Durante la missione segreta di salvataggio organizzata dalla Francia, però, proprio Kofi si ritrova ad ascoltare una telefonata tra Adrienne Pelletier, sua omologa francese, e l’uomo che guida l’operatività del commando terroristico.
Arrestata, la presunta traditrice si decide a parlare dopo essere stata mancata per un pelo da un proiettile che avrebbe dovuto garantire il suo silenzio e fa il nome di Shagan come leader del gruppo armato responsabile del rapimento della troupe di medici.
Cercando tra i profili degli ex militari viene fuori che John Michael Shagan facesse parte di una compagnia, quella delle Highlands Guard, dismessa a causa dei tagli alla difesa voluti dalla Dalton durante il suo mandato.
Dopo essere stato improvvisamente lasciato da Saskia, Matheo si rivolge alla matrigna per consegnare il computer lasciato a casa sua e che dimostra l’implicazione della ragazza che si scopre essere stata commilitona di Shagan.
Il portatile della donna si rivelerà un cavallo di Troia utile ai terroristi per far esplodere (attraverso un ordigno presente nell’hardware) la residenza al numero 11 di Downing Street e scatenare definitivamente il panico tra i cittadini inglesi.
Le indagini su Shagan e il colloquio con l’uomo nei momenti finali della serie portano alla luce il fatto che il soldato fosse stato schierato durante una missione in Belize in cui, la Dalton, costretta a prendere una decisione rapida, aveva deciso di far fuggire le truppe britanniche lasciando in mano al nemico i collaboratori del posto, tra cui la compagna incinta dell’uomo.
Alle motivazioni personali riguardanti l’azione nel paese centroamericano e la dismissione della compagnia si aggiunge però anche un intrigo politico di portata molto più grande e pericolosa: il fatto che Shagan fosse stato inviato in Belize dal generale Livingston e l’organizzazione e le risorse necessarie a mettere in atto un piano così esteso, fanno pensare al tentativo di una specie di colpo di stato soft da parte dell’ufficiale.
Cercando di discolparsi davanti al gabinetto del nuovo governo, Livingston rende chiara la sua colpevolezza accennando al computer bomba pur non avendo avuto accesso alle informazioni riguardanti l’ordigno e viene tratto in arresto.
Dopo il fatale confronto con Shagan, consapevole delle proprie responsabilità nella carestia di medicinali che aveva afflitto l’Inghilterra, Abigail, in quello che è il finale di Hostage, decide di indire nuove elezioni rimettendo il suo destino politico alla volontà del popolo.

Analisi dei temi trattati in Hostage
Nelle 5 puntate che compongono la serie, Hostage tratta, seppure in maniera soltanto accennata, diversi temi che fanno parte della discussione politica contemporanea o che rappresentano le idee alla base della lotta per preservare le istituzioni democratiche.
In primo luogo, naturalmente, il focus è puntato sulla necessità di non cedere alle richieste di gruppi terroristici per non dare loro potere e per non creare dei pericolosissimi precedenti capaci di mettere a rischio la solidità e le stabilità delle istituzioni nel futuro.
Allo stesso modo, l’argomento relativo alle interferenze nella politica dei grandi conglomerati mediatici è messo in scena attraverso il rapporto tra la presidentessa francese e suo marito, dimostrando come spesso il peso del potere mediatico possa diventare soverchiante, costringendo a bruschi cambiamenti nell’agenda dei candidati, sempre alla ricerca del consenso pubblico e sempre sull’orlo di essere manipolati da chi riesca a manovrarlo.
Infine, viene esaminato il ruolo sempre più importante ed esplosivo dei populismi e dei modi in cui possono essere veicolati in una società in cui ogni evento possa essere proposto e riproposto con dovizia di immagini e di particolari per insinuare o ribadire la poca credibilità degli attori politici o per sfruttare l’impatto emotivo di certi avvenimenti.

