In occasione della promozione relativa all’uscita su Apple TV+ di Highest 2 Lowest, film di Spike Lee in cui appare accanto a Denzel Washington, Jeffrey Wright ha rilasciato una corposa e interessante intervista a Collider in cui ha potuto parlare in lungo e in largo dei suoi ruoli da interprete e dei lavori a cui abbia preso parte nella sua ormai decennale carriera.
In un passaggio dedicato a Westworld, serie in cui interpretava Bernard Lowe, l’attore ha espresso i suoi timori riguardanti il sistema che si sta costruendo intorno al progresso tecnologico e relativi all’ingenuità con cui la società continui ad accettare questo stato delle cose.
Dopo aver condiviso le parole di Arnold Schwarzenegger a proposito della genialità di James Cameron nel trattare il tema dell’intelligenza artificiale, torniamo a occuparci di grandi innovazioni e del modo in cui vengono raccontate sullo schermo proponendo lo stralcio sull’argomento della chiacchierata del nativo di Washington con il magazine.

Jeffrey Wright sul potere costituito dalla tecnologia e sul ruolo degli utenti
Westworld, show televisivo targato HBO che trae ispirazione dal film omonimo con Yul Brynner (qui potete trovare la nostra recensione di Westworld), ha appassionato i cultori della fantascienza grazie a una storia fortemente focalizzata sull’aspetto dell’utilizzo e della gestione, da parte del singolo e della collettività, di progressi scientifici che, per quanto ancora appartenenti al mondo del fantastico, appaiono anno dopo anno sempre più concreti e realizzabili.
Parlando di come le nuove tecnologie stiano cambiando il nostro mondo, anche Jeffrey Wright ha voluto soffermarsi più sul punto di vista sociologico e politico, spiegando come, dal suo punto di vista, la serie tv sia stata incredibilmente accurata nel descrivere la realtà che si sta costruendo intorno a questi nuovi strumenti:
Westworld era un documentario. Penso che ogni giorno che passa lo sia sempre di più. Alla fine, Westworld era incentrato sì sulla tecnologia, ma soprattutto sul suo utilizzo, su chi la utilizzasse e con quale scopo.
In definitiva, era una serie sul potere e sul controllo di pochi su molti. È questo che mi preoccupa di più: la concentrazione del potere e della ricchezza nelle mani di una cerchia sempre più ristretta di individui. È una cosa estremamente pericolosa

Quindi, entrando ancora più nel dettaglio:
Trovo interessante e anche preoccupante il modo in cui vi sia una sovrapposizione tra il crescente autoritarismo politico che vediamo non solo nel nostro paese, ma a livello globale, e il tipo di intento autoritario che si è sviluppato all’interno delle aziende che producono queste tecnologie. È davvero affascinante e allarmante. Penso che l’aspetto più allarmante sia il potere della tecnologia
Cambiando punto di vista, il commissario Gordon del Batman di Matt Reeves ha poi concluso:
Il modo in cui siamo dipendenti dalla tecnologia è davvero spaventoso. Tutto questo mi porta a voler essere il più possibile incentrato sull’analogico. Ci è stata venduta l’idea di questa grande era dell’informazione che stava sorgendo… penso che sia una sciocchezza, perché questa cosa l’abbiamo già sentita prima. Ci troviamo in una situazione nuova e, a mio avviso, piuttosto precaria
Fonte: Collider

