The Silent Hour, recensione: un thriller d’azione piacevole ma che avrebbe potuto fare di più

The Silent Hour è un thriller poliziesco d’azione del 2024 scritto da Dan Hall, diretto da Brad Anderson e con Joel Kinnaman e Sandra Mae Frank nei panni dei protagonisti e che si propone di mettere in scena il classico racconto action sfruttando una lente diversa dal solito.

L’espediente narrativo al centro della trama sta infatti nella sordità del personaggio della Victoria di Daybreak e in quella ancora parziale ma degenerante di Frank Shaw, il detective al centro di una storia lineare e che punta tutto sul tasso d’adrenalina.

Dopo aver condiviso la nostra recensione di Carry-On, entriamo dunque nel mondo ovattato di The Silente Hour per analizzare pregi e difetti di un film che, pur non sfruttando pienamente tutte le frecce nella propria faretra, svolge il suo compito d’intrattenere grazie all’ottimo lavoro fatto in fase di regia e di recitazione.

The Silent Hour
Thriller
Trama di Silent Hour
Sandra Mae Frank
Recensione

La trama di The Silent Hour

A seguito di un incidente durante un inseguimento, Frank Shaw, detective della sezione omicidi di Boston, deve imparare a convivere con una diminuzione delle sue capacità uditive che rischia di trasformarsi, col tempo, in sordità assoluta.

Proprio mentre si trova nel pieno di una crisi d’identità, Frank viene esortato dal suo ex partner a prendere parte a un’indagine su un duplice omicidio che ha in una ragazza sorda l’unica testimone oculare di quanto accaduto.

Quando l’investigatore si ritrova costretto a tornare nell’appartamento della donna dopo aver ottenuto da lei le informazioni necessarie, si lancia in una missione di salvataggio in solitaria per fare in modo che i responsabili del crimine, in qualche modo venuti a conoscenza della esistenza e della posizione della povera malcapitata, non riescano portare a termine il loro intento di eliminarla per assicurarsi il suo silenzio.

The Silent Hour
Thriller
Trama di Silent Hour
Sandra Mae Frank
Recensione

Un concept interessante ma sfruttato soltanto in parte

L’idea che sta alla base di The Silent Hour rappresenta un’ottima variazione sul tema in un prodotto che spinge al massimo sull’azione e sulla tensione generata dal pericolo sempre crescente in cui si ritrovano i protagonisti.

Nei primi dieci minuti dell’opera, la condizione del protagonista viene esplorata in maniera decisa promettendo un tocco d’originalità nella trama e nell’esperienza narrativa che però tende a perdersi nel corso del lungometraggio riducendosi a trovate sceniche solo in parte, e neanche sempre, utili ad approfondire il punto di vista.

Ancora meno importanza è data all’argomento della gentrificazione, accennato dal contesto e dalle location, ma mai davvero discusso nei dialoghi o nello svolgimento della storia nonostante sia di estrema attualità soprattutto negli Stati Uniti d’America (per chi fosse interessato lasciamo la nostra recensione di Vampires vs. the Bronx, commedia horror che offre uno sguardo sul problema).

Nel complesso, però, lo script di Hall si mantiene su un livello più che accettabile grazie a una linearità che non cerca di stupire e sconvolgere a tutti i costi e che si basa sulla costruzione di personaggi stereotipati e poco originali ma capaci di offrire delle spiegazioni verosimili alle loro azioni.

The Silent Hour
Thriller
Trama di Silent Hour
Sandra Mae Frank
Recensione

Spazi angusti e linguaggio del corpo

Dal punto di vista tecnico, The Silent Hour può contare su una regia dinamica e che utilizza bene la scenografia claustrofobica per rendere al meglio i momenti più concitati attraverso l’utilizzo delle lenti adatte e di inquadrature particolari.

Di fianco a una fotografia dai colori vividi e dalla marcata alternanza tra ombre e luci, si fa spazio un montaggio sonoro che diventa protagonista nel tentativo di mettere in risalto le sensazioni vissute dai protagonisti.

In questo senso, sono da elogiare le prestazioni di Joel Kinnaman e, ancora di più, di Sandra Mae Frank, bravissimi nel trasporre attraverso i movimenti del corpo e i tempi scenici le difficoltà di non poter sentire cosa stia accadendo al di fuori del proprio campo visivo.

Il ritmo è da action puro, con i momenti più riflessivi e calmi che fungono da contraltare all’ondata successiva di fughe, sparatorie e combattimenti e che si concretizzano nella progressiva presa di coscienza di Frank e nella sua crescita all’interno del racconto.

The Silent Hour
Thriller
Trama di Silent Hour
Sandra Mae Frank
Recensione

Un film d’azione ben realizzato ma che avrebbe meritato più attenzione

The Silent Hour è  un buon prodotto d’intrattenimento, in grado di scorrere senza problemi, di lasciarsi gustare e di funzionare, al di là di un paio di trovate un po’ forzate, anche a livello narrativo.

Resta un peccato il fatto che l’idea di fondo sia stata lasciata tanto ai margini dell’approfondimento psicologico e delle dinamiche di svolgimento del film diretto da Brad Anderson.

In definitiva, quello prodotto da AGC Studios (casa di produzione responsabile anche dell’apprezzatissimo Late Night with the Devil) è un lungometraggio che finisce per mancare un po’ d’ambizione ma che rimane assolutamente godibile per una serata all’insegna dell’intrattenimento più rilassato.

Voto: 6.5/10

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