Intelligenza Artificiale e cinema: Benedict Cumberbatch sull’abuso del nuovo strumento creativo

L’intelligenza artificiale è ormai diventata una realtà consolidata della nostra contemporaneità dopo aver rappresentato per decenni, un incubo esplorato dagli autori per le proprie storie distopiche o post-apocalittiche.

I grandissimi progressi fatti nel settore negli ultimi anni hanno reso sempre più semplice ed efficace l’utilizzo dei diversi strumenti relativi all’ IA anche a livello artistico e nel campo della Settima Arte.

In questo senso, Benedict Cumberbatch ha detto la sua spiegando perché non sia in alcun modo favorevole a un abuso di questo nuovo mezzo quando si tratti di utilizzarlo per svolgere compiti per cui ritenga necessaria la sensibilità umana.

Dopo aver riportato le parole di Stephen King, che si è dato più timoroso di un proprio declino cognitivo che del fatto che l’IA possa rubargli il lavoro, andiamo a condividere le dichiarazioni di tutt’altro tenore dell’attore britannico.

Intelligenza artificiale
Benedict Cumberbatch
IA

Benedict Cumberbatch sull’intelligenza artificiale nel cinema

Interrogato sull’argomento, l’interprete del Doctor Strange dell’Universo Cinematografico Marvel è stato chiaro sul fatto che, per quanto l’intelligenza artificiale possa essere di supporto alla creazione di prodotti artistici (e di film più nello specifico), l’approccio umano dovrebbe restare imprescindibile:

Sento che corriamo il rischio di uniformare, perfezionare e asfaltare ciò che ci rende umani, ovvero la nostra fallibilità, il nostro disordine e la nostra imprecisione. Tutti elementi che creano la tensione, il conflitto e l’attrito necessari affinché si verifichi un pensiero creativo originale.

Il nostro bisogno di risultati immediati e i nostri appetiti sono soddisfatti dall’abbondanza e, naturalmente, dal bisogno di gratificazione immediata, che ritengo pericolosi per la mentalità creativa

 Quindi, pur ammettendo l’importanza di adottare l’IA come strumento di supporto, Cumberbatch ha concluso sulla stessa lunghezza d’onda:

Capisco che questi strumenti possano essere utilizzati mantenendo il disordine analogico della biochimica che li gestisce e avere comunque un grande impatto che non vada a discapito dell’autenticità. La pagina bianca, la sfida del pensiero lento, il fallimento e il ripensamento, e le difficoltà del nostro atto creativo sono ciò che lo rendono gratificante

Intelligenza artificiale
Benedict Cumberbatch
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Fonte: Games Radar

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