La seconda stagione di Fallout è ormai pronta a debuttare su Prime Video per riportare gli appassionati di fantascienza post-apocalittica nelle terre desolate dell’universo narrativo del franchise videoludico.
In occasione della promozione dei nuovi episodi, il cast principale e i responsabili di produzione della serie hanno avuto modo di affrontare diverse questioni relative allo show e al lavoro sul set e dietro le quinte specificando a più riprese come il secondo capitolo sarà ancora più spettacolare e intrigante del primo.
Uno dei focus di discussione è stato incentrato sull’utilizzo degli effetti pratici per la realizzazione delle creature e delle ambientazioni del mondo portato sullo schermo e sull’effetto che un lavoro di questo tipo potrà ottenere sul pubblico.
Dopo aver parlato dell’utilizzo delle miniature in Independence Day, torniamo a occuparci dell’argomento per condividere le dichiarazioni degli addetti ai lavori e degli interpreti su quanto fatto per Fallout.

Fallout 2 e le sue creature gigantesche e realistiche
Parlando del suo ruolo nella produzione della seconda stagione di Fallout e della presenza di mostri sempre più grandi e spaventosi, Howard Cummings, progettista di produzione dello show, ha spiegato come abbiano approcciato la necessità e il desiderio di dare vita agli esseri che abitano e infestano l’universo della narrazione:
Per la seconda stagione sono stato messo a capo della creazione di tutte le nuove creature e dei robot. Ho potuto lavorare con persone fantastiche, dei geni della meccanica. Ciò che distingue questo show dagli altri è che abbiamo cercato di fare tutto in modo pratico. Siamo andati in tutti questi luoghi e abbiamo provato a costruire davvero le cose. Ovviamente ci sono effetti visivi aggiunti, ma è tutto basato sulla realtà

In questo senso, anche gli attori sul set hanno provato sulla propria pelle cosa significasse immergersi in un contesto di questo tipo. A tal proposito, Ella Purnell ha riferito:
Gli scorpioni radioattivi mi hanno davvero spaventato, e non sono una persona facilmente impressionabile. Ne avevo uno piccolo sulla faccia e poi Walton era completamente sotto uno di essi e probabilmente io non avrei reagito bene, ma sono convinta che questo migliori le performance fattoriali”
Anche Walton Goggins, intervenendo, si è dimostrato sulla stessa lunghezza d’onda della collega:
C’è un momento, all’inizio, in cui questa creatura esce dal nulla, ed è una vera sorpresa per me. Quella che si vede è la mia reazione reale. I tecnici lo avevano su una carrucola e l’hanno semplicemente tirato fuori: in quell’istante era così reale, non c’era nulla di finto. È la buona vecchia scuola di narrazione e niente può batterla
In attesa di poter vedere sul piccolo schermo il risultato finale, vi lasciamo all’intervista a Shawn Levy riguardo l’importanza degli animatronici durante la produzione di Real Steel.
Fonte: SciFiNow

