Scritto e diretto da Jon Cvack, With Arms Raised è un cortometraggio statunitense che, in soli dieci minuti, porta lo spettatore a interfacciarsi con diverse problematiche che affliggono quotidianamente le strade delle cittadine americane ma non solo.
Fruibile esclusivamente in lingua originale su Vimeo, la piattaforma che consente a registi e creativi di tutto il mondo di pubblicare e divulgare le proprie opere in alta definizione, il corto vede come protagonisti Andrew Garrett e Jonathen Wallace, che interpretano, rispettivamente, il passeggero e l’autista di un bizzarro tragitto in macchina.
Dopo avervi presentato la nostra recensione di I’m Not A Robot, il cortometraggio fantascientifico in lingua tedesca dell’olandese Victoria Warmerdam, capace, con i suoi richiami alle tematiche della letteratura di Philip K. Dick, di aggiudicarsi l’ambito Premio Oscar di categoria nel 2025, torniamo oggi a parlare di corti recensendo per voi With Arms Raised.
With Arms Raised: la trama del cortometraggio di Jon Cvack

Un autista di ride sharing accetta la corsa di un passeggero per quello che sembra un ordinario viaggio in auto tra le vie della città.
Mentre alla radio viene commentata una partita di baseball dei Sox, il conducente cerca di rompere il ghiaccio con il suo cliente, iniziando una conversazione che diverrà, chilometro dopo chilometro, sempre più disturbante, in una sorta di parabola discendente verso l’oscurità dell’animo umano.
With Arms Raised: traumi, disturbi mentali ed emergenze sociali
Può un trauma del passato giustificare qualsivoglia forma di violenza? A nostro avviso no, chiaramente, ma può spiegare le ragioni profonde che conducono un essere umano a sprofondare nel baratro della follia, intesa come perdita di ragione ed empatia.
Il corto di Cvack si concentra su questo, sul percorso a ostacoli costituito dall’intricato mondo dei disturbi mentali, di cui oggi si parla decisamente di più che in passato, ma di cui, purtroppo e nonostante l’incedere del tempo, si discute ancora troppo poco, specialmente nelle sedi istituzionali.
Ma, allo stesso tempo, va oltre questo: il cortometraggio ci mette di fronte all’emergenza sociale degli homeless, una situazione critica in special modo oltreoceano, e alla percezione che ne ha l’uomo medio, spinto e fomentato nel proprio moto d’odio dalla narrazione spicciola condotta da un certo tipo di media e dall’esasperazione tipica di chi si sente abbandonato e vulnerabile, e ci sbatte in faccia la violenza dilagante nelle strade delle grandi e piccole città, che sente di essere legittimata dal gap normativo e dalle contraddizioni della cosa pubblica.
Siamo, come ci mostra il girato di With Arms Raised, ambientato negli Stati Uniti d’America, ma che crediamo possa essere trasposto in qualsiasi cittadina del mondo, specialmente del nostro caro, giusto e democratico mondo occidentale, di fronte a una lotta tra ultimi, tra dimenticati, tra emarginati: il dolore dei traumi del passato diviene rabbia, da sfogare necessariamente contro un capro espiatorio, quando la solitudine e lo stigma sono tutto ciò che lo Stato sa donarti.
With Arms Raised: vale la pena guardare lo short del regista di Chicago?

Premiato come miglior corto al Festival del Cinema Indipendente di Los Angeles (FilmInvasionLA), nominato e presentato per la stessa ragione al Festival del Cinema di Catalina (CFF), molto amato dai cineasti di tutto il mondo, il corto girato da Jon Cvack merita l’attenzione dello spettatore, al quale richiede lo sforzo di subire l’inquietudine dei personaggi e del loro vissuto per una manciata di minuti.
Quello che stupisce è che il girato, al quale il bianco e nero, utilizzato per mascherare, seppur non riuscendo perfettamente nell’impresa, il green screen, dona un’aura evocativa e, al contempo, cupa, sia stato frutto di tre sole riprese (come dichiarato dal regista), costate circa mezza giornata.
Il plauso, per questo, va anche agli attori, capaci di reggere il peso della camera ravvicinata in un primissimo piano che esalta i dettagli espressivi e la complessità interiore dei personaggi portati sullo schermo, e in particolare ad Andrew Garrett, chirurgico nel colpire l’intimo di chi osserva con la sola forza del suo sguardo tormentato.
In conclusione, With Arms Raised impressiona per il suo essere in grado di metterci a disagio: potremmo, infatti, considerare degna di nota qualsiasi forma d’arte che non ci turbi, che non ci scuota nel profondo e ozioso agio delle nostre convinzioni?
Voto: 7.5/10
