Retirement Plan è un corto animato del 2024 diretto da John Kelly, scritto dallo stesso regista insieme a Tara Lawall, già vincitore di diversi riconoscimenti e candidato per gli Oscar 2026 nella categoria dei migliori cortometraggi d’animazione.
In uno stile asciutto e senza fronzoli, i 7 minuti del film presentano allo spettatore Ray e la sua lista di idee da portare a compimento una volta che, andato in pensione, progetta di avere più tempo da dedicare a quanto lasciato in sospeso e a quello che gli piacerebbe poter realizzare per se stesso.
Dopo aver condiviso la recensione di I’m Not a Robot, corto in live action vincitore dell’Oscar 2025, torniamo quindi a occuparci di produzioni dalla breve durata per proporre il nostro pensiero sull’opera irlandese doppiata da Domnhall Gleeson e disponibile sulla piattaforma di streaming Disney+.

La trama di Retirement Plan
Ray si ritrova a fantasticare sulla propria idea di pensionamento, sul tempo che avrà per sistemare quanto rinviato e su quante esperienze potrà finalmente concedersi una volta che la propria vita lavorativa sarà giunta al termine.
La mente dell’uomo tornerà prima alle piccole faccende di tutti i giorni rimandate per poi spostarsi su progetti più o meno realizzabili e che appaiono così vicini e tangibili per quanto presenti soltanto nella sua fantasia.
Il concatenarsi di pensieri lo porterà a esplorare la propria vecchiaia, ad immaginare ogni momento quasi nei minimi dettagli, per quanto ancora lontani, fino agli ultimi istanti della propria vita terrena.

Retirement Plan: una poesia racchiusa in un cartone
Quello che balza subito all’occhio di Retirement Plan è lo stile elementare e appena tratteggiato dei disegni che ne compongono le animazioni e che guidano il pubblico lungo il flusso di pensieri di Ray che racconta di un futuro solo all’apparenza idealizzato e privo di punti e momenti critici.
Se quanto suggerito dalle parole appare limpido, lineare, sempre magnifico, a livello visivo tutto assume un altro aspetto, dalle diverse disavventure che il protagonista sarà chiamato a vivere fino al suo lento invecchiamento che trasformerà il racconto in qualcosa di diverso rispetto a quanto narrato.
Il contrasto tra i due piani della storia è netto, crudo, certamente poetico e foriero di riflessioni sulla caducità e sulla necessità di non lasciare andare alcun minuto abbagliati dalla speranza, che probabilmente resterà inattesa, di avere ancora un’altra opportunità così come noi desideriamo immaginarla.
Voto: 7.5/10

