Something Very Bad Is Going to Happen è la nuova miniserie Netflix che porta lo spettatore all’interno di un incubo che si genera in quello che per molti innamorati rappresenta il coronamento del proprio sentimento e della propria voglia di condividere la propria esistenza con la persona oggetto del proprio affetto più profondo.
La creatrice e sceneggiatrice dello show, Haley Z.Boston, esplora infatti un racconto terrificante partendo da un presupposto che, se sulla carta dovrebbe riservare sensazioni di tutt’altro tipo, trascina con sé aspettative e incertezze che possono generare fantasmi.
Nel corso di un’intervista con The Hollywood Reporter, la Boston ha spiegato cosa l’abbia ispirata in questa sua visione tenebrosa, lasciandosi andare a riflessioni sul proprio passato.
Dopo aver condiviso la nostra spiegazione del finale di Something Very Bad Is Going to Happen, andiamo dunque a scoprire quali siano state le suggestioni che hanno dato vita all’horror in 8 episodi distribuito da Netflix.

La creatrice di Something Very Bad Is Going to Happen non si identifica in Rachel quanto in Nicky
Parlando con il magazine online in occasione dell’uscita del suo ultimo lavoro, Haley Z. Boston ha risposto alla domanda riguardo come avesse fatto a partorire un’idea come quella della miniserie:
La serie trae ispirazione proprio dal matrimonio dei miei genitori. Hanno un matrimonio davvero meraviglioso. Stanno insieme da 40 anni e, quasi senza volerlo, mi hanno messo molta pressione dimostrandomi che il vero amore esiste. Ho sempre confrontato le mie esperienze sentimentali con questo standard quasi irraggiungibile.
Avevo 27 anni e avevo molti amici che si stavano sposando. Pensavo spesso a cosa rendesse una persona quella giusta. Cos’è l’anima gemella ed esiste davvero? Come fai a saperlo? Volevo approfondire questo tema attraverso la lente dell’horror. Vedo il mondo in chiave horror. Vedo il lato negativo in ogni cosa, quindi mi è venuto naturale sviluppare questa storia

Interrogata quindi sul fatto che lei potesse essere una sorta di Rachel della vicenda portata sullo schermo, la sceneggiatrice ha chiarito:
In realtà, direi che io sono Nicky. Lo so, colpo di scena! Mi identifico con entrambi, ovviamente. Quello che mi colpisce di Rachel è la sua paranoia e la sua sensazione che stia per accadere qualcosa di brutto e il modo in cui interpreta i segnali dell’universo.
Poi, per quanto riguarda Nicky, penso che la sua storia personale, e la mia famiglia non è così inquietante, la mia famiglia è molto più normale, ma l’idea che abbia costruito la sua identità romantica attorno alla relazione dei suoi genitori mi è stata in gran parte ispirata dai miei genitori.
Mentre scrivevamo la serie, mi chiedevo: cosa potrebbe cambiare completamente la mia visione del mondo? E la risposta era scoprire che il matrimonio dei miei genitori non fosse come lo immaginavo. Quindi far vivere a Nicky quell’esperienza è stato qualcosa con mi sono davvero identificata. Penso che il suo personaggio, forse, verrà giudicato male per come gestisce il finale della serie. Ma credo che stia cercando di fare la cosa giusta, solo che è un po’ fuori strada
Fonte: The Hollywood Reporter
