Formula per un Delitto è un thriller del 2002 diretto da Barbet Schroeder e con protagonisti Sandra Bullock, Ryan Gosling e Michael Pitt, che si ispira liberamente a uno dei casi di cronaca nera più suggestivi della prima metà del ventesimo secolo.
L’opera per il grande schermo si rifà infatti al caso di Nathan Leopold e Richard Loeb, due studenti universitari complici in un delitto dai risvolti tanto particolari da interessare a più riprese sceneggiatori e registi di diverse epoche.
Dopo aver condiviso il racconto dei fatti reali dietro l’intenso The Order, andiamo dunque a scoprire l’ inquietante storia vera di Leopold e Loeb, assassini capaci di suggestionare la Settima Arte e di ispirare Formula per un Delitto.

La storia vera degli assassini che hanno ispirato Formula per un Delitto, Nathan Leopold e Richard Loeb
L’omicidio che sconvolse l’America
Era il 1924 quando Nathan Leopold e Richard Loeb, due ragazzi della Chicago bene studenti di legge, divennero protagonisti di un caso giudiziario capace di shockare l’opinione pubblica statunitense.
Dopo mesi di programmazione, infatti, i due amici attirarono in auto il quattordicenne Bobby Franks per poi ucciderlo e occultarne il cadavere con il solo scopo di portare a termine un delitto perfetto che provasse alla coppia la propria superiorità intellettuale.
Da sempre affascinati dal crimine e suggestionati da concetti filosofici come quello dell’Oltreuomo nietzchiano, Nathan e Richard si convinsero a mettere in atto un’idea omicida cercando di depistare le indagini e ingannare le autorità.
Il piano, fallito quasi immediatamente, consisteva nel simulare un rapimento per rallentare gli investigatori e sviare dal ritrovamento del cadavere nascosto in una zona remota dell’Indiana e cosparso di acido cloridrico per rendere più difficile il riconoscimento.

La scoperta del corpo, il ritrovamento degli occhiali, il carcere e la morte di Leopold e Loeb
Il cadavere fu però ritrovato il giorno dopo l’omicidio e un paio di occhiali dalla montatura particolare ritrovati sul luogo fecero rapidamente risalire a Nathan, con le successive indagini che costrinsero Loeb a confessare dopo essere stato chiamato in causa proprio da Leopold.
I due finirono per accusarsi vicendevolmente su chi fosse materialmente il responsabile dell’assassinio e,dopo un processo che appassionò l’opinione pubblica e i media, vennero condannati all’ergastolo più 99 anni di carcere.
Nathan e Richard non mostrarono alcun segno di rimorso per quanto fatto e continuarono a sostenere la tesi per cui a muoverli fossero stati i desideri di sentirsi superiori e di scoprire cosa si provasse a essere degli assassini.
Separati e disconosciuti dalle famiglie d’origine, i due assassini finirono in prigione: Loeb fu assassinato nel penitenziario nel 1936, mentre Leopold fu rilasciato sulla parola nel 1958, trasferendosi a Porto Rico per stare lontano dall’attenzione mediatica e terminando la sua vita sul territorio dell’arcipelago caraibico.
L’impatto culturale
Il caso di Nathan Leopold e Richard Loeb attirò l’interesse morboso della comunità e la curiosità di registi teatrali e cinematografici che si lasciarono ispirare dalla vicenda e dalla personalità dei due giovani.
In particolare, quattro film sono stati liberamente tratti dal fatto di cronaca: Nodo alla Gola, di Alfred Hitchcock, Frenesia del Delitto, di Richard Fleischer, Swoon, di Tom Kalin e, per l’appunto, Formula per un Delitto, di Barbet Schroeder.

Fonte: BBC
