The Belko Experiment, recensione: quando il lavoro ti uccide

Non tutte le giornate lavorative  causano lo stesso tipo di stress fisico e mentale: per informazioni più dettagliate ci si può rivolgere ai protagonisti di The Belko Experiment, film del 2016 scritto da James Gunn e diretto dal regista di Wolf Creek, Greg McLean.

Il lungometraggio, dalla durata di circa 90 minuti, segue le vicende degli impiegati di un’azienda statunitense con sede in Colombia che si ritrovano imprigionati nell’edificio in cui prestano servizio e costretti a un sadico gioco di morte.

A metà strada tra il thriller d’azione e lo slasher splatter, The Belko Experiment ha debuttato al Toronto International Film Festival e ha finito per incassare al box office oltre 11 milioni di dollari a fronte di un budget, relativamente ristretto, di 5.

Dopo aver condiviso la nostra recensione di Blink Twice, disponibile (al 4 di agosto 2025) su Prime Video, andiamo dunque ad analizzare nel dettaglio le caratteristiche, i punti di forza e i punti deboli dell’opera prodotta dal duo che si ritrova ora al comando del nuovo DC Universe.

The Belko Experiment
James Gunn
Greg McLean
Splatter
Thriller

La trama di The Belko Experiment

Già al momento del proprio ingresso nel palazzo della Belko, i vari dipendenti della società si accorgono del fatto che ci sia qualcosa di diverso nella mattinata in cui la storia comincia: davanti al cancello vengono infatti accolti da uomini armati e in divisa che ne controllano accuratamente le generalità assicurandosi che non portino qualcosa che non debba entrare.

Poco dopo, quando tutti hanno preso posizione negli uffici, una voce da un altoparlante li avvisa che saranno chiamati, entro i trenta minuti successivi, a uccidere due tra gli impiegati, pena una non meglio definita punizione.

Mentre l’edificio viene sigillato da una parete in metallo, l’idea dello scherzo di cattivo gusto si fa strada alternandosi, nelle menti dei lavoratori, a pensieri molto più macabri e terrorizzati rispetto a quello che stanno vivendo.

Passati i trenta minuti, alcuni impiegati crollano improvvisamente a terra a seguito dell’esplosione del dispositivo gps impiantato dietro la nuca di tutti i lavoratori non colombiani della Belko.

Il panico crescente e le nuove richieste della misteriosa voce che continua a dare loro ordini segneranno l’inizio di uno stato di caos e disordine in cui l’istinto di sopravvivenza costringerà ognuno a prendere decisioni difficili da cui non ci sarà ritorno.

The Belko Experiment
James Gunn
Greg McLean
Splatter
Thriller

Un thriller senza un finale o uno slasher troppo poco cattivo?

Riprendendo un’idea già vista in prodotti quali Battle Royale e che farà in seguito la fortuna di Squid Game, The Belko Experiment porta lo spettatore all’interno di un sadico meccanismo in cui le persone vengono messe le une contro le altre per motivi che i protagonisti ignorano e che in qualche modo dovrebbero rappresentare il centro della narrazione.

Purtroppo, l’opera fallisce proprio in questo aspetto: non riesce a fornire un quadro d’insieme concreto e verosimile per quello che sta accadendo, lasciando tutto troppo vago a prescindere dal finale aperto a cui si assiste prima dei titoli di coda.

Fatta questa dovuta precisazione, c’è da dire che il film è comunque in grado di costruire dei buoni momenti di tensione e regalare intermezzi di comicità nera da cui è possibile individuare la mano di Gunn su una sceneggiatura a cui aveva iniziato a lavorare quasi dieci anni prima rispetto al momento della realizzazione.

Buona, per quanto poco approfondita, la costruzione dei personaggi e delle dinamiche che intercorrono tra di essi, così come i colpi di scena relativi a chi sarà destinato a sopravvivere al programmato massacro.

L’altro aspetto del film, quello slasher e splatter, che da un certo punto in poi diviene predominante, sa esprimersi meglio nonostante sia privo, se non in un paio di occasioni, della giusta determinazione a lasciarsi andare del tutto. 

The Belko Experiment
James Gunn
Greg McLean
Splatter
Thriller

Forse con un po’più coraggio…

Dal punto di vista tecnico, The Belko Experiment si fa notare per l’ottima scelta della colonna sonora, e in particolare per due momenti specifici nella seconda parte della fase centrale e per una buona interpretazione di tutto il cast.

Interessante e claustrofobica l’atmosfera generale costruita anche grazie a un montaggio adatto allo stile di McLean e rafforzata da una fotografia dai colori piatti e dal fatto che quasi l’intera vicenda si sviluppi all’interno del palazzo dell’azienda.

La regia dà ancora una volta il meglio di sé nelle scene più spinte verso il gore e in cui sembra quasi dare sfogo a tutti i cavalli di un motore tenuto troppo sotto controllo e intrappolato in un ritmo lento e mancante di veri scossoni.

The Belko Experiment
James Gunn
Greg McLean
Splatter
Thriller

Un’occasione sprecata

In definitiva, The Belko Experiment è un film che riesce a intrattenere e concede dei buoni momenti di scrittura e di cinema ma che manca del piglio giusto e dell’audacia per esprimersi in tutto il proprio valore.

In questo senso sembra quasi evidente il fatto che sia stato pensato per essere diretto da James Gunn salvo poi essere lasciato nel dimenticatoio per anni prima di resuscitare monco del suo creatore, rimasto soltanto nelle veci di produttore.

Quello del regista australiano è un prodotto piacevole ma poco incisivo e che sceglie di non parlare a una fetta di pubblico precisa e per questo si mutila dei suoi punti di forza finendo per risultare soltanto come un’occasione sprecata

Voto: 6/10

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