La saga di Nightmare fa parte di quel novero di produzioni entrate di prepotenza a far parte dell’universo horror cinematografico in grado di superare le barriere generazionali ed essere ricordate, apprezzate e amate a decenni di distanza dalla propria genesi.
Nel caso del franchise basato sulla figura di Freddy Krueger, Wes Craven è stato bravissimo a sfruttare la tendenza dell’epoca riguardo gli slasher aggiungendo l’elemento soprannaturale e la peculiarità di un personaggio innovativo che permettesse nuovi tipi di archi narrativi e di storie orrorifiche.
Il filmmaker di Cleveland ha avuto modo di spiegare in diverse occasioni quali siano stati i fatti che lo abbiano ispirato nella creazione di Freddy e del suo universo, facendo riferimento in particolare a un articolo di giornale e a uno strano “incontro” avuto durante l’infanzia.
Dopo aver ricordato come Christian Tafdrup abbia avuto l’idea per il suo Speak No Evil, torniamo a occuparci di horror e di come il mondo reale possa suggerire concetti e personaggi riportando le parole di Wes Craven a proposito della nascita di Nightmare.

Nightmare di Wes Craven è stato ispirato da un terrificante fatto di cronaca
In occasione del trentesimo anniversario dall’uscita del primo Nightmare, nel 2014, Wes Craven ha spiegato a Vulture da dove avesse preso l’intuizione di portare in scena un essere dai poteri sovrannaturali capace di uccidere le proprie vittime nel sonno attraverso gli incubi.
Secondo il racconto dell’autore, tutto ebbe inizio da un articolo di giornale che riportava la notizia della strana morte di un ragazzino avvenuta durante il sonno:
Avevo letto un articolo sul L.A. Times che parlava di una famiglia sfuggita ai campi di sterminio in Cambogia e riuscita ad arrivare negli Stati Uniti. Tutto andava bene, ma improvvisamente il figlio più piccolo iniziò ad avere incubi molto inquietanti. Disse ai genitori che aveva paura che, se si fosse addormentato, la cosa che lo inseguiva lo avrebbe preso, quindi cercò di rimanere sveglio per giorni interi.
Quando finalmente si addormentò, i genitori pensarono che la crisi fosse superata. Poi, nel cuore della notte, sentirono delle urla. Quando arrivarono da lui, era morto. Era morto nel bel mezzo di incubo. Era la storia di un ragazzino che aveva avuto una visione di un orrore che tutti gli adulti negavano. Questo è diventato il tema centrale di Nightmare – Dal Profondo della Notte
Un resoconto terrificante che suggestionò a tal punto Craven da portarlo mettersi al lavoro sul soggetto e sulla sceneggiatura di Nightmare, ricevendo l’apprezzamento prima da parte della sua seconda moglie e quindi dei fan del genere.

L’uomo che fissava Wes Craven dalla strada
A proposito del leggendario villain, Wes Craven ha raccontato all’interno del documentario Never Sleep Again: The Making of A Nightmare on Elm Street che il nome di Freddy è quello di un bullo che lo tormentava da ragazzino e che l’iconico cappello abbia la sua origine in un altro avvenimento della sua infanzia:
Il cappello di Freddy è esattamente uguale al cappello di un uomo che mi ha spaventato quando ero un bambino. Credo fosse ubriaco, camminava per strada. In qualche modo si è accorto della mia presenza (Wes Craven era alla finestra di casa sua), si è fermato, mi ha guardato e ha mantenuto lo sguardo fisso su di me. Mi ha spaventato a morte
Il seguito della vicenda, raccontato nel libro Never Sleep Again: The Elm Street Legacy, è ancora più inquietante: a quanto pare, infatti, cercando di nascondersi dallo sguardo dell’uomo, il futuro regista si accucciò sotto la finestra sperando che lo sconosciuto se ne andasse. Quando tornò a sbirciare, l’uomo era ancora lì che lo fissava. Nel momento in cui finalmente si mosse, fu per avviarsi verso l’ingresso del condominio. Craven lo sentì salire le scale e suo fratello maggiore prese una mazza da baseball per correre fuori dalla porta. All’uscita del fratellone, l’uomo era sparito.
Nessuno saprà mai quali fossero le intenzioni dell’uomo e quanto del racconto si debba alla fervida immaginazione del piccolo Wes Craven, ma, di fatto, da amanti dell’horror, non possiamo che ringraziare il misterioso sconosciuto che ha contribuito alla nascita del mito di Freddy Krueger.
Fonti: SlashFilm – Vulture

