Per parlare di The Mighty Nein non si può non partire da una riflessione su come la rinascita di Dungeons & Dragons in termini di popolarità sia passata, forse anche in modo fortunosa, attraverso medium e citazioni improbabili, a partire naturalmente, dal fenomeno globale di Stranger Things.
Prima ancora della serie creata dai Fratelli Duffer, infatti, il gioco di ruolo per antonomasia era diventato protagonista di un format online, Critical Role, in cui un gruppo di doppiatori aveva deciso di trasmettere in streaming le proprie partite conquistando il favore del pubblico e rilanciando la notorietà del brand di Wizards of the Coast.
La serie animata The Mighty Nein, prodotta da Amazon e distribuita sulla piattaforma di streaming Prime Video rappresenta il secondo adattamento di una campagna di Critical Role dopo il successo ottenuto da La Leggenda di Vox Machina e un’ulteriore conferma del fatto che le peculiari narrazioni nate in seno al mondo ruolistico possano essere riproposte in forma diversa esaltandone l’indubbia dignità artistica.
Dopo aver raccontato della genesi del nome del gruppo di eroi di The Mighty Nein, torniamo dunque a occuparci dello show per proporre la nostra recensione della prima stagione, composta da otto episodi e pubblicata a cadenza settimanale dal 19 novembre 2025.

La trama di The Mighty Nein
Nella regione di Wildemount la pace viene improvvisamente rotta dopo che un commando riesce a fare irruzione nel territorio dei Kryn per rubare una potente reliquia religiosa dotata di poteri in parte ancora inesplorati chiamata il Faro di Luxon.
In questo contesto fatto di cospirazioni, minacce di guerra e inganni, un manipolo di scapestrati avventurieri finisce per fare squadra e per venire coinvolto, in un modo o nell’altro, nella sparizione e nella ricerca dell’artefatto capace di segnare gli equilibri del conflitto bellico tra i due popoli coinvolti nel casus belli.
I componenti del gruppo di improvvisati eroi dovranno far fronte alla propria diffidenza per imparare a fidarsi gli uni degli altri e dovranno ritrovare la consapevolezza di se stessi mentre la questione diventerà più pericolosa e intricata e la posta in gioco sempre più alta.

Dungeon, missioni secondarie, complotti di palazzo e animazione per adulti
The Mighty Nein porta lo spettatore in un universo dai confini vastissimi e dalle regole completamente differenti rispetto a quelle del mondo che conosciamo riuscendo a rivolgersi tanto agli appassionati di Dungeons & Dragons quanto a chi sia assolutamente all’oscuro delle dinamiche dei mondi del gioco di ruolo grazie a un impianto narrativo e a una sceneggiatura che introduce passo per passo ogni aspetto delle leggi naturali che governano Exandria.
Senza bisogno di fastidiosi e tediosi piegoni, il pubblico viene portato a comprendere e ad accettare la mitologia e la magia che permeano un racconto da subito complesso anche dal punto di vista degli intrighi che determinano il ruolo dei vari protagonisti della vicenda.
La narrazione fa affidamento sui personaggi principali e sulla chimica che si instaura e cresce tra di loro per portare avanti le tantissime sottotrame e missioni secondarie tipiche di una campagna di D&D, riuscendo nell’intento di far affezionare agli eroi e di rendere riconoscibili le loro caratteristiche, le loro debolezze e le loro personalità.
In effetti, appare evidente l’ottimo lavoro fatto dai ragazzi e dalle ragazze che, entrando nello spirito del gioco, hanno saputo costruire degli alter ego credibili e coerenti a prescindere dalle situazioni in cui vengano inseriti.
Assolutamente riconoscibile e azzeccata è anche l’atmosfera goliardica che nasce dalla creazione estemporanea e personale della caratterizzazione dei diversi protagonisti e che si esplicita nel modo di parlare, nei riferimenti di varia natura, e negli inside joke anche metanarrativi che arricchiscono la storia.
In questo senso, The Mighty Nein dimostra ancora una volta come l’animazione possa rappresentare il terreno ideale per la costruzione di racconti dal piglio adulto e che sarebbero complicatissimi (e forse anche sconvenienti) da proporre in live action.
Dal punto di vista tecnico, lo show si affida a disegni ricchi di particolari e dal tratto semplice, a colori e toni adeguati al mondo in cui si svolge la vicenda e a una regia che, accompagnata da un tema principale che finisce per diventare sempre più dominante, riesce a essere chiara ed efficace anche nei momenti più concitati.

Una prima stagione che lascia con l’acquolina in bocca
I primi otto episodi di The Mighty Nein presentano i protagonisti e i villain della storia tenendo per i prossimi capitoli alcune sorprese soltanto accennate e mescolando alla perfezione ironia ed epicità e costruendo un codice linguistico tra show e spettatore.
Il ritmo della narrazione scandisce un racconto che deve servire da introduzione senza tenere da parte l’azione grazie a una struttura composta da espedienti utili a portare avanti la trama, a indagare sui personaggi (che, è importante ribadirlo, sono il vero piatto forte) e a tenere alta la tensione fino al completo svelamento di quella che sarà la grande missione che vedrà coinvolti i Mighty Nein.
In attesa di avere nuove informazioni per quanto riguardi la pubblicazione della seconda parte (programmata per un momento ancora non meglio precisato del 2026), non possiamo dunque che consigliare la prima stagione di The Mighty Nein che, come già successo per Dungeons & Dragons – L’Onore dei Ladri, ha saputo riportare su schermo il world building del prodotto cartaceo caratterizzato da grandi eroi, divinità, mostri terrificanti (a tal proposito vi lasciamo al nostro approfondimento su Vecna e sul suo ruolo in D&D e in Stranger Things) e avventure da condividere immergendosi totalmente in un altro universo.
Voto: 8/10
