Frankenstein: per Guillermo del Toro è stato come giocare una partita di basket

Il Frankenstein di Guillermo del Toro è stato uno dei film più discussi e apprezzati dell’ultima parte del 2025, riuscendo a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto (a prescindere dall’incredibile numero di nomination ottenute da I Peccatori) tra i candidati ai premi cinematografici più attesi della stagione.

L’attenzione ai dettagli e la bellezza visiva dell’opera deve tantissimo all’incredibile amore del messicano per la Creatura nata dalla penna di Mary Shelley e a una gestazione che ha visto il lungometraggio crescere per anni nella mente dell’autore.

Intervistato da The Wrap, il regista messicano ha potuto raccontare, usando una metafora sportiva, cosa abbia significato riuscire a realizzare finalmente uno dei suoi progetti più ambiti (un altro, Alle Montagne della Follia, sembra definitivamente abortito), spiegando come il lavoro sul set abbia in qualche modo disatteso (ma non in senso negativo) quanto immaginato nel corso del tempo.

Dopo aver condiviso la nostra recensione di Frankenstein, torniamo dunque a occuparci del prodotto Netflix per scoprire come Guillermo del Toro abbia approcciato l’operazione dal punto di vista logistico e filosofico.

Frankenstein
Guillermo del Toro
Basket

Frankenstein nasce come una fantasia scacchistica e si realizza come una partita di basket

In una lunga e interessante chiacchierata che insieme a Jacob Elordi ha rilasciato al magazine, il filmmaker ha toccato diversi punti relativi al significato del suo Frankenstein, ribadendo come sia convinto che l’opportunità giusta sia arrivata in un momento di maturità ideale per portare a termine il desiderio di mettere in scena il racconto della moglie di Percy Shelley.

A questo proposito, a precisa domanda riguardo quante delle idee che avesse avuto nel corso degli anni, fossero infine state essere scartate, del Toro ha risposto utilizzando una similitudine con il mondo dello sport per spiegare come abbia dovuto adattare il suo costrutto al contesto cinematografico:

Quando ciò che ti si presenta davanti è migliore di ciò che avevi in mente, riconosci l’opportunità. Scoprire l’alchimia tra Jacob e Mia o tra lui e Oscar cambia il modo in cui la creatura cresce per me. Puoi giocare a scacchi con te stesso nella tua mente, ma quando giochi a basket con un gruppo di persone, devi essere aperto al palleggio e al passaggio. Se continui a giocare a scacchi con persone che tu guardano, non è cinema. È qualcos’altro che accade in solitudine

Frankenstein
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In effetti, in Frankenstein è evidente un lavoro di squadra in cui ogni componente del team di produzione ha potuto mettere qualcosa di proprio (dal bellissimo design delle scenografie e dei costumi fino alla colonna sonora) contribuendo al risultato finale.

In attesa di vedere quante statuette riuscirà a portarsi a casa Frankenstein e proposito della personalità del creatore della serie antologica Cabinet of Curiosities, vi lasciamo a un nostro approfondimento sulla passione di Guillermo del Toro per i mostri.

Fonte: The Wrap

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