Stephen King ha sempre dimostrato il suo amore per l’horror aggiungendo all’incredibile produzione letteraria che lo contraddistingue un supporto costante alle nuove leve del genere di cui, nel corso degli anni, è stato incoronato Re.
Anche quello che col tempo è diventato un mostro sacro, Sam Raimi, deve qualcosa all’interesse dimostrato dallo scrittore del Maine nei confronti della prima opera presentata al mercato dall’allora giovanissimo filmmaker.
Dopo aver condiviso la storia del programma Dollar Baby e l’intervista a Raimi a proposito dei temi centrali di Send Help, torniamo a occuparci dei due autori per riportare il racconto di come una recensione quasi fortuita abbia aiutato a mettere sotto la luce dei riflettori Evil Dead.

Stephen King e l’opinione che ha spinto la carriera di Sam Raimi
Come spiegato dal filmmaker nel corso di un’intervista con CinemaBlend, quando La Casa sembrava faticare a trovare distributori che fossero disposti a presentare l’opera quantomeno per il mercato europeo, un’inattesa e positiva recensione di Stephen King aiutò a sbloccare una situazione resa complicata dal carattere del lungometraggio.
Il regista, ricordando del tentativo di vendere il film sfruttando il mercato parallelo al Festival di Cannes del 1982, ha sottolineato l’importanza del parere offerto dallo scrittore in una recensione per il magazine Twilight Zone:
Nessuno avrebbe toccato Evil Dead nemmeno con un bastone lungo tre metri.E poi Stephen King si trovava per caso al cinema di Cannes. Lo vide e ci dedicò una recensione entusiastica sulla rivista Twilight Zone. Ne fui molto onorato, perché lui era il mio eroe più grande, il più importante, e lo è ancora oggi
In effetti, nella recensione, in cui il marito di Tabitha arriva a paragonare i movimenti di camera di Raimi a quelli del primo Carpenter, si può leggere:
Che Sam Raimi sia un genio è ancora da dimostrare; che abbia realizzato l’horror più ferocemente originale del 1982 appare fuori da ogni dubbio


Probabilmente anche grazie a questo primo endorsement la critica iniziò a interessarsi a La Casa, che riuscì a ottenere una distribuzione in Gran Bretagna in grado di aprire porte al successo internazionale e quindi alla carriera nell’industria del filmmaker di Royal Oak.
A proposito del Re dell’horror e di cinema, vi lasciamo alla storia di quando il creatore della saga de La Torre Nera e George Romero hanno provato a portare sul grande schermo L’Ombra dello Scorpione.
Fonte: CinemaBlend – Reddit
