L’Esercito delle 12 Scimmie, lungometraggio visionario di Terry Gilliam datato 1995 e instant cult della fantascienza più oscura e pessimista, ha rappresentato una complicata sfida produttiva per il filmmaker nato a Minneapolis che, a fronte di una libertà creativa assoluta fornitagli dalla Universal, era consapevole di dover rimanere dentro stretti limiti di tempo e budget.
Come forma di tutela per assicurarsi che i patti venissero rispettati dalla major e come modo per raccontare il lavoro della produzione, Gilliam acconsentì alla realizzazione di un making of che raccontasse quanto avvenuto sul set del lungometraggio.
Da questa scelta nasce il documentario The Hamster Factor and Other Tales of Twelve Monkeys, che prende il titolo da una particolare situazione che ha evidenziato l’ossessiva cura dei dettagli che caratterizza il regista di Paura e Delirio a Las Vegas.
Dopo aver parlato delle improvvisazioni di Robin Williams per L’Attimo Fuggente, torniamo a occuparci di dietro le quinte per spiegare il motivo del titolo del contenuto aggiunto alle edizioni home video di L’Esercito delle 12 Scimmie.

Il criceto che non voleva collaborare durante una scena di L’Esercito delle 12 Scimmie
Nonostante fosse chiamato a rispettare precise date di scadenza e avesse la necessità di rimanere all’interno del budget concessogli, Terry Gilliam fece in modo di non rinunciare al suo perfezionismo durante la realizzazione del film Con Bruce Willis e Brad Pitt.
In questo senso è emblematica la vicenda che ha visto l’autore perdere un’intera giornata di riprese per riuscire ad avere un criceto girare su una ruota sullo sfondo di una scena con Bruce Willis.
A quanto pare, infatti, il roditore si rifiutava di correre costringendo la troupe e l’attore all’attesa vista la determinazione di Gilliam perché quel particolare fosse presente nel risultato finale della sequenza.

Oltre a questa storia, diventata a suo modo leggendaria, il cineasta ha dimostrato la sua verve durante le riprese togliendo le sigarette a Brad Pitt per aiutarlo nell’interpretazione dell’ipercinetico dialogo all’interno dell’ospedale psichiatrico e tornando sul set ancora malconcio dopo una rovinosa caduta da cavallo.
Ancora una volta, la ricerca della perfezione e la dedizione hanno finito per pagare, aiutando a rendere L’Esercito delle 12 Scimmie un capolavoro delle narrazioni post-apocalittiche che gli appassionati del genere continuano ad amare a oltre 20 anni dalla sua uscita.
Fonte: Variety – ScreenRant

