Fresh, recensione e analisi: come rovinarsi l’appetito, tra inaspettate prese di coscienza e perfetta cura del dettaglio

Se state cercando una commedia romantica per rilassarvi sul divano dopo un’intensa giornata lavorativa, beh, avete sbagliato film: Fresh (2022) di Mimi Cave, celebre per aver diretto Nicole Kidman in Holland (2025), è tutt’altro che una pellicola leggera, come suggerirebbe, di primo acchito, il titolo.

Con protagonisti Daisy Edgar-Jones e Sebastian Stan, Fresh è il primo lungometraggio della filmmaker statunitense che, avvalendosi della brillante scrittura di Lauryn Kahn, saprà piuttosto tenervi incollati allo schermo per la sua crudezza e che, forse, potrebbe placare quel languore che vi tenta nell’ordinare la cena a domicilio.

Così, dopo avervi consigliato la visione dell’ultima commedia nera diretta da Yorgos Lanthimos, presentandovi la nostra recensione di Bugonia, passiamo oggi ad analizzare l’inquietante pellicola horror della Cave, disponibile in streaming su Disney+.

Fresh
Trama di Fresh
Mimi Cave
Daisy Edgar-Jones
Sebastian Stan

La trama di Fresh: se sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non stai guardando con attenzione

Fresh
Trama di Fresh
Mimi Cave
Daisy Edgar-Jones
Sebastian Stan

Noa è una ragazza come tante: le sue giornate si svolgono sempre allo stesso modo, tra impegni lavorativi e momenti liberi, passati con la sua migliore amica Mollie, con la quale condivide lo spogliatoio della palestra, o di fronte allo schermo dello smartphone, mentre scorre tra le fotografie e le chat di un’app d’incontri.

Dopo l’ennesimo caso umano conosciuto online, la donna sembra rassegnata a non riuscire a trovare una persona interessante con la quale condividere una serata almeno piacevole, fin quando, nel reparto ortofrutta del supermercato sotto casa, fa la sua comparsa Steve.

Steve sembra avere tutte le carte in regola: è un giovane e brillante chirurgo estetico, è carino, simpatico, spigliato, e vuole andarci, insolitamente, piano. Cosa potrebbe andare storto?

Fresh: analisi tecnica del lungometraggio di Mimi Cave

Fresh
Trama di Fresh
Mimi Cave
Daisy Edgar-Jones
Sebastian Stan

La pellicola firmata da Mimi Cave deve il suo ritmo serrato alla penna tagliente della Kahn, che, grazie alla sferzata incalzante data allo snocciolarsi della trama, ha saputo conquistare una candidatura agli Astras Awards.

Dopo una partenza fuorviante, infatti, il lungometraggio si svela per ciò che è: un thriller dalle tinte fosche, che deve molto all’American Psycho di Mary Harron e che non disdegna la violenza esplicita e colorita del cinema tarantiniano.

Le performance artistiche dei protagonisti e, in particolare, lo sguardo forsennato e alienato di Sebastian Stan accompagnato da quello vitreo e trasecolato dell’attrice britannica classe 1998, contribuiscono a fare di Fresh una piccola eccellenza nel fitto catalogo della cinematografia pensata per il piccolo schermo.

La scelta di proiettare i titoli di testa solo con lo svelarsi del colpo di scena intorno a cui ruota il senso del film e l’incalzante colonna sonora, curata da Alex Somers, già ingaggiato per le musiche del quarto episodio della quarta stagione di Black Mirror, toccano lo spettatore che resta incantato e atterrito allo stesso tempo, incapace di prendersi una pausa nello scorrere dei 144 minuti di proiezione.

Fresh: tra femminismo intersezionale e veganesimo antispecista, tutti i temi affrontati nel film

Fresh
Trama di Fresh
Mimi Cave
Daisy Edgar-Jones
Sebastian Stan

Non siamo soliti, sulle lande che costeggiano la Torre 21, fare spoiler e rovinarvi lo spettacolo. A tal proposito, non sarà oggi il giorno in cui vi sveleremo cosa accadrà a Noa una volta varcata la porta di casa di Steve.

Premesso ciò, il film della Cave, passato forse in sordina dopo la sua pubblicazione, presenta al suo interno diverse tematiche degne di nota, guizzanti sullo schermo nel procedere concitato del girato.

Il patriarcato, imperante e sempre uguale a sé stesso, pur vestendo panni ogni volta più subdoli, si incarna perfettamente nel personaggio di Steve: capace di dire sempre la cosa giusta al momento giusto, fa cadere la sua vittima nella sua rete, fatta di follia perversa, mercato nero, grandi e potenti acquirenti, e vittime che cercano il riscatto personale a discapito della prossima malcapitata.

Fresh è un’opera profondamente femminista, mai banale, che conosce perfettamente le dinamiche del gioco: la mercificazione del corpo femminile, sempre oggetto di discussione e giudizio, portata al limite estremo di sopportazione anche per chi non riesca a problematizzarla, è infatti l’argomentazione regina del film.

Ma la Cave non si ferma qui, nonostante la quantità di carne messa sulla brace: con maestria perturbante, lo sfruttamento, per lucro e depravato piacere, del materiale umano femminile si riflette, in qualche modo, in quello perpetrato nei confronti degli animali negli allevamenti intensivi e nei mattatoi.

Fresh è, quindi, un’opera antispecista, che porta sulle nostre smart tv quello che il veganesimo cerca di dirci da anni: si può vivere abbandonando gli istinti primordiali, lasciando che l’etica prevalga sull’egoistico appagamento individuale. E lo fa proprio ponendoci di fronte all’estremo: fin dove può l’uomo spingersi? Dove sta il confine tra la liceità e l’abominio?

Considerazioni finali: la pellicola con Daisy Edgar-Jones e Sebastian Stan merita la vostra attenzione?

Fresh
Trama di Fresh
Mimi Cave
Daisy Edgar-Jones
Sebastian Stan

Qualora avessimo suscitato in voi anche un briciolo di curiosità per Fresh, ne saremmo estremamente felici.

A nostro avviso, a prescindere dalla vostra identità di genere, vi meritate una pellicola che vi faccia riflettere sulla complessità del vivere umano, sulle sue contraddizioni e sulla banalità degli stereotipi su cui si costruisce la società che, a volte nostro malgrado, abitiamo.

Congratulandoci con la regista, non possiamo che esprimere il nostro giudizio (ottimo, o non era chiaro?) sul suo primo film dietro la camera da presa.

Voto: 9/10

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