La prima stagione di Young Sherlock si è rivelata un successo di pubblico e di critica riuscendo ad appassionare gli spettatori con il racconto di una intrigata vicenda che vede protagonista il celebre investigatore ancora nel pieno della sua primavera.
Particolare, in questo senso, la scelta di affiancare a Sherlock quello che nei romanzi di Doyle viene presentato come l’acerrimo nemico del protagonista, Moriarty, questa volta nei panni di amico e compagno d’avventura.
L’ideatore e sceneggiatore Matthew Parkhill ha parlato, nel corso di un’intervista con ScriptMag, dell’idea di ribaltare il ruolo del personaggio per creare dinamiche differenti e rispetto a quelle classiche delle opere originali.

L’amicizia tra Sherlock Holmes e James Moriarty in Young SherlocK secondo Matthew Parkhill: “le grandi amicizie formano grandi nemici”
Discutendo del concetto di sviluppare il rapporto tra Mortiarty e Sherlock in maniera inedita, lo sceneggiatore ha spiegato:
Il nostro Sherlock è proprio un incapace. Non sa difendersi per niente. È bravo a schivare i pugni, ma non è lui a sferrarli. E alla fine è Moriarty a insegnargli come si fa, perché Moriarty è un vero picchiatore. Il nostro eroe, poverino, se ne va in giro pieno di lividi e con il naso sanguinante
Entrando più nello specifico del loro rapporto, ha continuato:
Moriarty è diventato un cattivo davvero iconico… e ho iniziato a riflettere sul fatto che, spesso, le grandi amicizie formano grandi nemici. Penso che Sherlock e James siano due gocce d’acqua. Sono davvero alla pari dal punto di vista intellettuale. È molto, molto raro che Moriarty o Sherlock incontrino qualcuno al loro livello, ed è per questo che all’inizio sono attratti l’uno dall’altro.
C’è una frase nel libro Il Ritorno di Sherlock Holmes in cui Sherlock parla con Watson e dice: ’Sarei stato un grande criminale’. Moriarty si riconosce in Sherlock e Sherlock si riconosce in Moriarty, ma credo che il primo sia meno vincolato dalle regole

Quindi, Parkhill ha espresso la propria opinione sul fatto che le produzioni televisive e cinematografiche siano sempre meno originali e prendano piuttosto spunto da franchise o opere già esistenti:
Dal punto di vista dello sceneggiatore si vorrebbero esplorare nuovi spunti, ma ci vogliono un sacco di soldi per realizzare queste cose. Non esiste nulla di sicuro. Lo sappiamo tutti, perché altrimenti sfornerebbero tutti successi su successi su successi, e nessuno ci riesce
In attesa di sapere qualcosa di più sulla seconda stagione di Young Sherlock, vi lasciamo alla nostra recensione di Wake Up Dead Man, terzo capitolo di Knives Out, saga che ha dato vita a un altro investigatore geniale e irriverente.
Fonte: ScriptMag
