Disclosure Day, il nuovo film fantascientifico di Steven Spielberg, debutterà nelle sale italiane l’11 giugno 2026, segnando il ritorno del filmmaker su un territorio che ha già esplorato in diverse occasioni, il contatto dell’umanità con civiltà sconosciute e provenienti da altri pianeti.
Se con Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo e con E.T. il regista aveva mostrato uno scenario diverso dal solito scontro con gli alieni e con La Guerra dei Mondi era riuscito a rendere moderno uno dei grandi classici della fantascienza letteraria, l’idea dietro la sua prossima opera è quella di scandagliare la reazione dell’umanità alla notizia che non siamo soli nell’universo.
Durante di un’intervista con Empire, Spielberg ha spiegato perché sia tanto affascinato dall’argomento extraterrestri da farne un argomento ricorrente nel corso della propria stratosferica carriera di cineasta.
Dopo aver parlato degli easter egg a tema Star Wars inseriti da Steven Spielberg in Indiana Jones, torniamo a occuparci dell’autore per riportare le sue dichiarazioni al magazine per il numero di aprile che lo vede in copertina.

Disclosure Day: Steven Spielberg guarda da sempre alle stelle
La chiacchierata con il magazine di settore ha permesso a Spielberg di discutere del suo ultimo lavoro e, allo stesso tempo, di tornare indietro nel tempo per decifrare come sia nata la sua passione per i racconti fantascientifici di questa natura.
In questo senso, il nativo dell’Ohio ha spiegato:
Da ben settant’anni nutro un profondo interesse personale per ciò che si trova all’interno della nostra atmosfera, proprio qui sul pianeta Terra. La domanda è sempre rimasta per me: siamo soli sul nostro pianeta? Non riesco a immaginare che siamo soli là fuori. Quella domanda non solo mi ha ossessionato, ma mi ha anche ispirato
Parlando più in generale del fascino che abbia su di lui lo spazio, Spielberg ha continuato:
Quando avevo cinque anni mio padre mi portò fuori a guardare una pioggia di meteoriti nel New Jersey. Poi mi costruì un telescopio riflettore fatto in casa grazie al quale riuscii a vedere le lune di Giove e gli anelli di Saturno. Per questo devo ringraziare mio padre per avermi trasmesso sia il valore della scienza che quello dell’immaginazione

Sul tema della possibile rivelazione che ci sia effettivamente stato un contatto tra l’umanità e una civiltà extraterrestre ha quindi ammesso:
Se potessi saperlo, vorrei saperlo. Le conseguenze di una rivelazione così radicale avrebbero ripercussioni considerevoli su tutto il pianeta, e questo costituisce parte della tensione su cui si fonda Disclosure Day. Ci sono anche grandi interrogativi su quale tipo di sconvolgimento sociale e teologico si verificherebbe se una cosa del genere fosse resa pubblica al di là di ogni ragionevole dubbio
In attesa di poter vedere Disclosure Day, vi lasciamo alla storia del sequel di E.T. a tinte horror che era stato programmato ma che non ha mai visto la luce.
Fonte: Empire
