Brick è un thriller fantascientifico tedesco del 2025, scritto e diretto da Philip Koch e distribuito in streaming da Netflix, piattaforma sempre più attenta alle piccole e medie produzioni provenienti dal Vecchio Continente.
Il film presenta al pubblico la lotta per la sopravvivenza di una coppia che si risveglia intrappolata nel proprio appartamento dopo che un misterioso muro apparentemente indistruttibile sembra aver bloccato ogni via d’uscita verso il mondo esterno.
Ripercorrendo la strada già percorsa da opere certamente più riuscite come Cube, Brick cerca di costruire una narrazione intorno agli enigmi relativi a cosa sia il muro, al perché e al come sia comparso così repentinamente e, alla soluzione da trovare per poter uscire da una situazione tanto ingarbugliata.
Dopo aver condiviso la nostra spiegazione del finale dell’episodio Come un Giocattolo di Black Mirror 7 e avvisando degli spoiler presenti nell’articolo, tuffiamoci all’interno dell’appartamento di Amburgo di Olivia e Tim per scoprire tutti i segreti celati dai mattoni neri che hanno fatto di una casa una cella di terrore e disperazione.

La trama di Brick
Tim e Olivia stanno cercando di superare il trauma dell’aborto subito dalla donna solo un paio di anni prima: se Tim ha cercato conforto nel suo lavoro di programmatore di videogiochi, Olivia, esasperata dall’insostenibile situazione che si è venuta a creare, cerca un modo per ricostruire il rapporto ormai deteriorato.
Delusa dall’ennesimo rifiuto di Tim di dare una svolta alla propria vita di coppia, Olivia decide di lasciarlo e si prepara ad abbandonare l’appartamento in cui convivono, pronta a scrivere un nuovo capitolo per se stessa.
Il suo tentativo di andare via viene però impedito dal muro che ha inspiegabilmente circondato la loro abitazione e che sembra a tutti gli effetti indistruttibile e impenetrabile nonostante i diversi tentativi fatti dai due per provare a buttarlo giù.
Cercando un modo per ritrovare la libertà, Tim e Olivia si ritroveranno a condividere la tragedia con gli altri inquilini del palazzo mentre le teorie intorno alla genesi e ai perché di quella barriera acuiscono conflitti alimentando una tensione sempre sul punto di esplodere.

Cos’è il muro che circonda la casa di Tim e Olivia, come fanno i due protagonisti a tornare liberi e come finisce Brick?
Nel corso della vicenda si scoprirà che l’incendio che ha allertato i soccorsi durante la sera precedente alla comparsa del muro si era sviluppato in una sede della Epsilon Nanodefense, un’azienda tecnologica che si occupa di difesa nazionale, causando un malfunzionamento di un progetto segreto e sperimentale atto isolare gli abitanti di Amburgo in caso di attacchi di diverso genere.
Grazie all’utilizzo delle riprese delle telecamere nascoste dal proprietario del palazzo all’interno dei rilevatori di fumo, i protagonisti del racconto riescono a decifrare le mosse fatte da Anton, l’inquilino del piano terra dipendente della Epsilon Nanodefense e capace, viste le sue conoscenze, di far dissolvere la parete di protezione.
Tim e Olivia analizzano attentamente i filmati scoprendo il codice di luce che, attraverso l’app programmata da Anton, permette di uscire fuori dal perimetro limitato in cui si sono ritrovati rinchiusi per errore.
Uscendo in strada, però, la coppia si rende improvvisamente conto del fatto che tutta la città fosse stata sigillata, lasciando loro l’unica possibilità di rifugiarsi nel proprio furgone camperizzato e di lasciare Amburgo.
Una voce dalla radio del mezzo spiega ai due e agli spettatori cosa sia successo dichiarando apertamente come ci siano indagini in corso per comprendere le cause dell’incendio senza escludere un intervento doloso o un attentato.

La mosca
La mosca che si vede nelle prime e nelle ultime scene di Brick è certamente da considerarsi utile per portare sullo schermo una metafora della condizione degli eroi, imprigionati come l’insetto dentro il bicchiere di vetro.
Non è chiaro però se possa avere anche un altro tipo di ruolo nello svolgersi degli eventi: in una scena si vede infatti una specie di glitch che caratterizza il dattero e che potrebbe far pensare che l’animale potrebbe in realtà essere artificiale.
In questo senso potrebbe essere tanto un altro marchingegno della Epsilon Nanodefense, come una specie di drone spia miniaturizzato o uno strumento di chi abbia architettato l’eventuale attacco all’azienda.

L’illusione della sicurezza 2.0
Uno dei temi messi in scena da Brick si rifà all’idea di come una misura di sicurezza possa ritorcersi in qualche modo contro chi l’abbia sviluppata generando un nuovo pericolo o causando un esasperazione del primo problema.
In campo militare si parla di illusione della sicurezza quando uno stato, timoroso delle forze armate di una nazione confinante o minacciosa, si muove per ampliare il proprio esercito e renderlo più forte e attrezzato in modo da essere pronto all’eventualità di un conflitto.
Il paradosso sta nel fatto che un tale comportamento può portare altri paesi (o quello inizialmente temuto) a muoversi nella stessa maniera in un circolo vizioso nutrito dalla paura che conduce potenzialmente a un’escalation dagli esiti nefasti.
Nel caso di Brick, l’illusione della sicurezza fornita dalla possibilità di proteggere la città da un attacco ha come contraltare la necessità di riuscire a gestire un sistema tanto avanzato senza rischiare che un guasto o un sabotaggio metta in pericolo la vita dei civili.

Del prendere in mano la propria esistenza
Un altro punto centrale dell’opera di Koch è rappresentato dalla narrazione dell’importanza di prendere in mano la propria vita senza lasciarsi sopraffare dalle avversità o dai traumi che l’hanno condizionata in negativo.
Non è un caso che alla fine della storia, Tim e Olivia si ritrovino nel loro mezzo, in questo caso costretti a cominciare quel viaggio che, soltanto poche ore prima, all’uomo era sembrato qualcosa di insostenibile da realizzare.
Allo stesso modo anche l’altra coppia coinvolta nella disavventura, quella composta da Ana e Marvin, si ripromette, durante la permanenza forzata nel palazzo, di sposarsi una volta che quella situazione si sia risolta.
