Il terzo episodio di Cabinet of Curiosities, L’Autopsia, diretto da David Prior e scritto da David S. Goyer, porta la serie antologica curata da Guillermo del Toro in una sala autoptica improvvisata a seguito di un grave e improvviso incidente.
In un racconto dai risvolti ancora più oscuri di quanto intuibile dalle premesse, l’elemento orrorifico viene rappresentato in maniera tanto concreta quanto metaforica, strizzando l’occhio ai teorici del complotto e sfruttando al meglio la costruzione dei personaggi e della vicenda.
Dopo aver proposto la nostra lettura del significato dei topi ne I Ratti del Cimitero e avvisando degli spoiler presenti nell’articolo, torniamo dunque a occuparci dello show distribuito da Netflix per condividere la spiegazione del finale e del messaggio di L’Autopsia.

La trama di L’Autopsia, terzo episodio di Cabinet of Curiosities
Un medico viene chiamato da un vecchio amico per occuparsi delle autopsie di un gruppo di minatori morti a causa di un’esplosione causata da uno di loro attraverso uno strano oggetto di cui era venuto in possesso.
Il dottor Carl Winters, malato terminale di cancro, accetta l’incarico e viene a scoprire delle misteriose scomparse che hanno travolto la piccola comunità in cui si trova a operare e che hanno anticipato l’attentato suicida finendo per essere ricondotte allo stesso uomo responsabile dell’atto, Joe Allen.
Dal lavoro del medico emergerannono delle stranezze degne di nota che metteranno il protagonista in stato di allerta e al centro di una situazione tanto macabra quanto incredibile e terrificante.

Come mai Joe Allen ha cambiato nome e personalità
Quando nella puntata vediamo per la prima volta Joe Allen, un uomo (che finirà per essere ucciso da Allen) lo riconosce come Eddie Sykes, scomparso ormai parecchi mesi prima dopo essere andato a fare un’escursione in un bosco per vedere lo spettacolo di una pioggia di meteoriti.
Durante quella notte Eddie assiste alla caduta di quella che crede una pietra spaziale e che si rivela essere un’astronave aliena con tanto di pilota pronto a entrare nel suo corpo per prenderne possesso come un parassita.
Dopo circa una settimana l’involucro di Sykes si ripresenta con il nuovo nome di Joe Allen, prende in affitto un alloggio e comincia a lavorare alla miniera tenendo sempre con sé, nonostante le rimostranze della padrona di casa, la strana palla caduta dallo spazio.
A distanza di pochi mesi dall’arrivo di Joe Allen cominciano le sparizioni, compresa quella di Abel Dougherty, ritrovato prosciugato dal sangue e visto l’ultima volta in compagnia di Joe Allen a cui sono plausibilmente da ricondurre anche tutte le altre scomparse.

Perché Joe Allen protegge la strana palla e una volta in trappola la fa saltare in aria?
Il misterioso oggetto custodito da Joe Allen era dunque l’astronave con cui l’essere alieno era stato in grado di arrivare fino al pianeta Terra in quella che era stata scambiata come una pioggia di meteoriti ma che si può probabilmente ricondurre a un’invasione extraterrestre in piena regola.
Dopo essersi impossessato del corpo di Eddie Sykes, la creatura fa in modo di tenere al sicuro il proprio mezzo spaziale fino al momento in cui non si sente definitivamente in trappola e sicuro che non ci sia alcun’altra via d’uscita se non attivare una sorta di meccanismo di autodistruzione.
Il protocollo, come spiegato da Allen è reso necessario dal bisogno, anche a costo del sacrificio estremo, di non far cadere in mano terrestre la tecnologia che permette alle forme di vita di arrivare fino al nostro pianeta.

Quali sono le caratteristiche della razza aliena a cui appartiene il parassita di Eddie Sykes/Joe Allen?
La razza extraterrestre a cui appartiene l’ospite di Eddie ha la capacità e la necessità di entrare nel corpo di un’altra creatura: il bisogno è dato dalla mancanza di organi sensoriali propri che costringe gli alieni a utilizzare, come dei veri e propri parassiti, le abilità degli altri esseri rimpiazzandone però la coscienza.
L’animo dell’essere umano rimpiazzato non scompare del tutto ma rimane in qualche modo attivo, seppure messo in secondo piano, restando consapevole di tutto e capace di provare sofferenza dalle torture messe in atto dall’alieno.
Nutrendosi del sangue di altri uomini, il mostro dentro l’ospite cresce a tal punto da aver bisogno di una vera e propria operazione chirurgica per entrare in un nuovo corpo nel caso di un’improvvisa morte o del logorio di quello abitato.
Nonostante Joe Allen sia stato ferito a morte dall’esplosione e dal successivo crollo, la vicinanza di altri cadaveri ha permesso all’extraterrestre di nutrirsi del loro sangue e mantenere in qualche modo funzionante il cadavere per avere la possibilità di trovare un nuovo organismo da occupare.

Come Carl Winters riesce ad avere la meglio dell’alieno?
Completamente immobilizzato a esclusione del braccio sinistro attraverso il quale l’alieno conta di connettersi con il corpo, il dottor Car Winters sfrutta l’unica arma che abbia a disposizione per approfittare della grande debolezza dell’essere extraterrestre.
In una trovata geniale nella sua estemporaneità, il protagonista attende che la creatura sia entrata nel suo corpo per togliere dalla mano di Allen il bisturi utilizzato durante quella peculiare autopsia: ferendosi alle orecchie e agli occhi prima priva dei due importanti organi sensoriali il suo nuovo ospite, quindi, si taglia la gola per lasciare solo pochi minuti di vita al suo involucro, e infine scrive sul proprio petto con il sangue per avvisare il suo amico poliziotto di bruciare il corpo.
A completare il tutto, il registratore tenuto acceso anche durante il confronto con il parassita incide sul nastro almeno parte della conversazione che sarà utile allo sceriffo per comprendere al meglio quanto accaduto e muoversi di conseguenza.

Gli alieni di L’Autopsia in Cabinet of Curiosities: messaggio anti casta o metafora del cancro?
Le caratteristiche dell’alieno, i commenti di disprezzo di Winters nei confronti dell’essere che finisce per entrare nelle sue spoglie mortali e le parole della creatura per ribadire la propria presunta superiorità permettono una doppia lettura metaforica di L’Autopsia e della minaccia sull’umanità rappresentata dagli invasori spaziali.
Il mostro viene infatti tacciato esplicitamente di essere un cancro con la capacità di parlare: come un tumore, il parassita prende possesso del corpo di un uomo proliferando a danno di tutto il resto fino a consumare completamente l’organismo preso di mira.
Allo stesso tempo, quando il dottore fa notare ad Allen come la sua specie sia terribilmente invidiosa di quella umana per le capacità sensoriali, la risposta dell’alieno, evidentemente piccato, fa leva sul fatto che loro dominino da millenni l’umanità, influendo da dietro le quinte su tutta la storia: è impossibile non collegare questi concetti a un’idea di critica del sistema di potere che vede il ricco e potente come sanguisuga e parassita di una classe produttrice che possiede le capacità che dall’alto vengono sfruttate per interessi personali e senza alcun merito.
Evidente anche il richiamo a certe teorie del complotto e suggestioni fantascientifiche che vorrebbero l’élite dominante essere segretamente appartenente a una razza aliena (come in Essi Vivono di John Carpenter) capace di manovrare i fili e decidere nell’ombra le sorti della società.
