WOODNUTS: recensione dello stupefacente corto realizzato con l’intelligenza artificiale e analisi delle possibili prospettive future

Nel corso degli ultimi anni, il dibattito sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito artistico si è infiammato fino a coinvolgere nomi importanti dei vari mondi di riferimento e polarizzando il pubblico in merito alla questione.

WOODNUTS, cortometraggio diretto da Zack London e scritto dallo stesso regista insieme a Jacob Batchelor, offre nuovi e interessanti spunti per una discussione che, come quasi sempre, dovrebbe avere come presupposto il tentativo di mantenere la mente aperta tenendo lontano qualsiasi tipo di preconcetto.

L’opera prodotta da Gossip Goblin e realizzata interamente sfruttando le possibilità offerte dall’IA generativa, costringe a una seria riflessione sulle potenzialità di uno strumento che permetterebbe di aggirare limiti tecnici e produttivi fino a promettere la nascita di nuove strade per costruire e raccontare storie.

Dopo aver condiviso la nostra recensione di I’m Not a Robot, corto vincitore del premio Oscar di categoria nel 2025 e quella del disturbante e attualissimo With Arms Raised, andiamo dunque a condividere la nostra opinione su WOODNUTS, cercando di porre le basi per un ragionamento relativo a quello che potrebbe essere il futuro dell’intrattenimento e il miglior modo per cavalcare le prospettive di questa nuova tecnologia.

WOODNUTS
Intelligenza artificiale
Gossip Goblin
Zack London
Recensione WOODNUTS

La trama di WOODNUTS

Alla disperata ricerca di un modo per guadagnare crediti, un uomo si unisce a una squadra di ricerca pronta ad andare a raccogliere la linfa psicoattiva degli alberi delle foreste che caratterizzano il pianeta Jatar.

Sedotto dai bisbigli degli alberi secolari, il protagonista viene attratto nel fitto della boscaglia aliena finendo per assaggiare la misteriosa sostanza che lo porterà ad avere visioni dei ricordi della foresta, dalla prima terraformazione da parte degli esseri umani fino allo sconvolgimento di un disastro provocato dallo stesso ecosistema che quegli antichi uomini avevano creato.

WOODNUTS
Intelligenza artificiale
Gossip Goblin
Zack London
Recensione WOODNUTS

Recensione di WOODNUTS

WOODNUTS è un’esplosione di colori e immaginario fantascientifico costruito sull’esposizione asciutta e intensa di un narratore che riesce a descrivere con freddo distacco gli aspetti più oscuri dell’animo umano nella sua individualità e nel costrutto di una società.

In questo senso, vengono esplorate in particolare le conseguenze dell’ambizione sfrenata, riferita come fame, che si fa seme dell’autodistruzione del singolo (come si può intuire nel finale) così come della collettività.

Se dal punto di vista visivo il corto è tanto affascinante e coerente (nonostante sia quasi sempre evidente si tratti di brevissime clip assemblate) da convincerci a passare sopra alla sensazione che in realtà qualcosa non quadri (tipica delle immagini e dei video generati dall’IA fino a questo momento), ancora più sorprendente risulta essere la struttura narrativa che sfrutta l’espediente del narratore onnisciente per portare avanti una storia ben delineata e ricca di idee.

L’ambientazione cyberpunk e le motivazioni dietro le azioni del personaggio, della crew di esploratori e dell’umanità, suggeriscono un world building (molto più ampio e condiviso con altri progetti di Gossip Goblin) definito per quanto soltanto accennato, come nella proposizione di un racconto che in realtà nasca soltanto da un quadro, una fotografia, un’idea.

Differenziandosi dagli altri lavori del piccolo studio, di solito molto più brevi, per la durata, di circa dieci minuti, WOODNUTS evidenzia un’evoluzione dell’autore e del team di lavoro per quanto riguardi la capacità di utilizzo dello strumento e la conoscenza relativa a cosa si possa riuscire a ottenere  e al processo creativo da seguire.

In conclusione, WOODNUTS è un esperimento dal sapore ambizioso (speriamo in senso positivo, questa volta) che lascia lo spettatore ammaliato dalla realizzazione tecnica e narrativa e che apre nuovi spiragli e nuove possibilità sul fronte dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel contesto cinematografico.

Voto: 7.5/10

L’intelligenza artificiale: un chiavistello che apre al superamento de i limiti tecnici che ostacolano la creatività umana

A dispetto dei tantissimi, e in parte giustificati, timori a proposito del fatto che l’avvento dell’IA possa in qualche modo appiattire l’importanza artistica di opere che necessitino di una sensibilità appartenente alla sfera umana, Woodnuts dimostra l’utilità di un mezzo così potente e più o meno alla portata di tutti, nello stabilire una nuova accessibilità alla produzione di media audiovisivi in assenza di grandi disponibilità tecniche o economiche.

La creazione di un corto come quello di Zack London in live action, in CGI o in forma animata avrebbe richiesto uno sforzo in termini di budget e di forza lavoro imparagonabile rispetto a quello necessario per portare a termine un cortometraggio comunque così impattante.

Naturalmente si tratta soltanto di un piccolo passo (e sicuramente non l’unico) in una direzione ancora tutta da scoprire, ma l’idea di un potenzialità appena sfiorata eppure già tanto promettente potrebbe rappresentare il giusto contraltare alla diffidenza del pubblico e degli addetti ai lavori di fronte allo sfruttamento di una tecnologia che fa storcere il naso per diversi motivi.

Il rischio di un’uniformazione estetica è presente e ben riconoscibile da tutti, ma siamo certi che con la giusta cura, l’editing necessario e un lavoro umano appropriato, la realizzazione di scenari fantascientifici, orrorifici o fantasy, possa finalmente divenire alla portata di tutti coloro che siano mossi da passione e volontà e che abbiano un’intuizione che valga la pena essere raccontata.

E tanto basta per lasciarci sognare.

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