Sam Raimi dà consigli agli aspiranti filmmaker

Sam Raimi, al cinema con il suo ultimo film, Send Help, è uno di quei registi appartenenti alla vecchia scuola che non hanno bisogno di presentazioni particolari: cresciuto con l’horror e quindi affacciatosi al western, ai cinecomic pre e post boom e tornato dopo anni di assenza al suo genere preferito, il papà de La Casa si è costruito negli anni un seguito di fedelissimi che apprezzano la sua bravura tecnica e l’ironia che caratterizza ogni sua opera.

In occasione di un’intervista relativa proprio al film con Rachel McAdams e Dylan O’Brien (di cui abbiamo qui riportato un altro stralcio) a Raimi è stato chiesto di dare dei consigli agli aspiranti filmmaker per aiutarli a crescere artisticamente.

Dopo aver parlato del programma Dollar Baby voluto da Stephen King per permettere a giovani registi di lavorare su adattamenti ai suoi romanzi, torniamo a occuparci dell’argomento per scoprire i suggerimenti dell’affermato artista per i possibili prossimi grandi autori cinematografici.

Sam Raimi
Intervista Sam Raimi
Raimi consigli ai giovani registi
Horror
Raimi

Sam Raimi ai giovani registi: “Nessuno vi aiuterà. Nessuno a Hollywood vi sta cercando”

Dopo aver parlato della sua ultima opera e del quarantacinquesimo anniversario di The Evil Dead, film grazie al quale è riuscito a entrare nell’industria nonostante i limitatissimi mezzi a disposizione, Brian Formo ha chiesto a Raimi di fornire delle indicazioni da rivolgere a chiunque aspirasse a diventare un filmmaker:

Leggete libri di ogni genere. Davvero di ogni genere. Avventure, drammi, opere classiche, storia, letteratura. Dovete davvero avere qualcosa da apportare alla futura produzione cinematografica e dovete conoscere le storie che sono state raccontare e dove ci troviamo ora rispetto a esse. Perché non volete fare qualcosa che è già stato scoperto negli anni ’60.

Quindi, entrando più nello specifico della realizzazione tecnica, ha continuato:

Ai registi consiglierei di realizzare un breve video ogni settimana. Iniziate scrivendo tre frasi che costituiscano l’inizio, la parte centrale e la fine, poi limitatevi a tre riprese. Non fate qualcosa di troppo grande, perché avrete troppe scuse per non completarlo. Metteteci solo due persone. Il ragazzo entra nel negozio. La commessa reagisce a ciò che lui ha da dire e poi gli dà un pugno in faccia e lui vola fuori dalla porta. La terza frase è: lui si rialza scioccato e scappa via.

Qualunque sia la vostra storia, inizio, parte centrale e fine, anche solo piccoli frammenti, non sarà un dramma epico. Quindi girate tre scene, montatele insieme, aggiungetel’audio, mostratele ai vostri amici e nemici e ottienetela loro reazione sincera. Vi diranno: ‘Non ho capito il fine. Si è alzato ed è scappato. Perché non ha chiamato la polizia?’. Allora capirete: ‘Oh, non ho mostrato bene la pistola. Oh, Dio’.

La settimana successiva, quello che dovete fare è pianificare le riprese aggiuntive, ottenere un primo piano di quella pistola. Voglio dire, una volta che il ragazzo è scappato dal negozio, avete già una ripresa ampia, ma ora, mentre cade, potete avvicinarvi alla pistola? Lui scappa, poi inclinate la telecamera verso la pistola, poi tagliate. Fine. Riprendete. Fate così, lo montate, lo rimontate, lo mostrate di nuovo. Ora qual è il problema?

Dovete continuare a farlo per capire gli inserti, il linguaggio cinematografico e l’elaborazione del pubblico. Gli inserti stanno diventando una parte dimenticata del processo, ma è così che il pubblico segue la storia.

Sam Raimi
Intervista Sam Raimi
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Completato il primo lavoro, si dovrebbe, secondo Raimi, continuare a procedere alla stessa maniera:

Poi, scrivete la vostra prossima sceneggiatura di tre frasi. Continuate a farlo e diventerete registi. Nessuno vi aiuterà. Nessuno a Hollywood vi sta cercando. Dovete solo iniziare in piccolo, aggiungere qualcosa, imparare i metodi e diventare registi. Fatelo ora e continuate a farlo finché non avrete qualcosa da mostrare che dimostri che siete in grado di mantenere una progressione.

Una piccola masterclass da parte di un grande maestro dell’horror e della settima arte.

Fonte: Letterboxd

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