Wake è una serie in 6 episodi di produzione svedese e di genere thriller che racconta di un’improvvisa e letale epidemia che, da un giorno all’altro, inizia a scatenare il panico a Stoccolma decimando la popolazione e destabilizzando la città e il paese dal punto di vista politico.
Lo show si interessa principalmente delle conseguenze sul piano sanitario e istituzionale di un evento così inatteso e capace in pochissimo tempo di mettere in ginocchio ogni aspetto della società, per forza di cose impreparata a rispondere in maniera adeguata.
Tra errori umani e scelte discutibili, la situazione finirà per precipitare in una spirale di violenza e morte prima che qualsiasi risposta medica possa essere in grado di trovare una soluzione alla strana malattia che, provocando l’impossibilità di dormire, conduce a una lenta, inesorabile e sofferente morte.
Dopo aver condiviso la nostra spiegazione del finale di I Sette Quadranti, opera adattata dal romanzo di Agatha Christie e distribuita da Netflix e avvisando degli spoiler presenti nell’articolo, andiamo dunque ad analizzare la conclusione di Wake e a sviscerare i temi trattati dalla serie creata da Brynja Björk e distribuita dal 30 gennaio 2026 su Amazon Prime Video.

La trama di Wake
In seguito a un guasto in un impianto farmaceutico, un virus prodotto in laboratorio si diffonde nelle condutture dell’acqua corrente entrando nelle case degli abitanti di Stoccolma e infettando chiunque utilizzi la fornitura idrica della città.
I contagiati cominciano a presentare un’insolita incapacità a prendere sonno, costringendoli a una veglia che, in pochi giorni, prima ne destabilizza la vita e quindi li porta alla follia e al fisiologico e inevitabile decesso.
La risposta del governo, rallentata da interessi di potere e dal difficile processo di comprensione del decorso della malattia, risulta inadeguata alla minaccia, con la capitale che si ritrova presto a essere il centro di un’epidemia impossibile da controllare.

Spiegazione del finale di Wake
Il finale aperto di Wake è caratterizzato dalla fallimentare scelta politica di utilizzare la forza per reprimere le crescenti proteste tra le strade di Stoccolma, dal tentativo di trovare una risposta, quantomeno temporanea per la malattia, e dall’insperata e casuale scoperta che, forse, una specifica parte della popolazione potrebbe avere un’immunità al male.
Mentre infatti Saga, appena divenuta prima ministra, si arrischia in una presa di potere quasi totale e decide di schierare l’esercito per cercare di calmare le acque, finendo soltanto per esacerbare la situazione lasciando via libera ai militari, Elin si accorge che i bagni freddi della compagna Moa sembrano rallentare il processo del virus e riesce a convincere il governo a una sperimentazione di successo che costerà però la vita all’impiegata del ministero della salute.
Intanto, Christian, nel tentativo di fuggire con Hugo, si imbatte in Linda e Isak, accorgendosi del fatto che tanto il figlio quanto il ragazzino, entrambi non contagiati, abbiano sofferto di sonnambulismo e ipotizzando una connessione tra le due cose.
Sperando di aver trovato una possibile causa di immunità, l’ex primo ministro lascia il proprio posto sull’elicottero chiedendo a Hugo di portare in salvo i due ragazzi per rendere nota la scoperta che potrebbe portare una risposta definitiva all’epidemia.

Analisi dei temi trattati in Wake
Wake utilizza l’espediente della diffusione di una malattia sconosciuta per esaminare i meccanismi del potere e l’importanza di avere uomini istituzionali in grado di percepire il pericolo e di non cadere nella tentazione di salvare il proprio orticello prima che tutto il resto.
La grave mancanza di Christian nel denunciare immediatamente le cause della proliferazione del virus, dovuta al timore di essere considerato responsabile visti i finanziamenti elargiti all’azienda da cui è fuoriuscito l’agente patogeno, è la vera chiave di tutto il racconto e la prima causa di una discesa in una spirale inarrestabile.
Allo stesso tempo, l’ambizione e la scarsa lungimiranza di Saga rischiano di portare la Svezia sull’orlo della guerra civile mentre ogni tipo di soluzione medica sembra inefficace e la temperatura sociale continua a crescere insieme alla consapevolezza che ci sia poco da fare per curare la Vaka.
In uno scenario simile a quello che abbiamo vissuto durante la pandemia di COVID, ogni risposta porta con sé l’impossibilità di determinarne fino in fondo le conseguenze, in quella che diventa a tutti gli effetti una corsa contro il tempo in cui vagliare attentamente ogni passo per non ritrovarsi nel pieno di un’apocalisse.
Un pò’ come raccontato in Zero Day, un’insidia ignota e di tale portata richiede necessariamente misure estreme, poco navigate e di cui è praticamente impossibile comprendere in tempo reale le ripercussioni immediate e future sulla società.
Wake si occupa della questione mettendo lo spettatore di fronte alla fragilità di un sistema troppo complesso (basti pensare all’arco narrativo riguardante il complottista Johannes e che ci riporta in qualche modo alla mente il bellissimo Bugonia) e fatto di troppi interessi per ritenersi completamente al sicuro e immune a un crollo improvviso e catastrofico.
