War Machine, recensione: l’esaltazione del militarismo in salsa fantascientifica

Alan Ritchson è chiamato ad affrontare una minaccia sconosciuta e terrificante nel nuovo film d’azione a tema fantascientifico prodotto da Lionsgate e distribuito da Netflix sul proprio catalogo a partire dal 6 febbraio 2026.

War Machine riprende la tradizione, non sempre brillantissima, dell’epica del militarismo statunitense per portare sul piccolo schermo una produzione in cui il protagonista dovrà trovare il modo di trasformare i propri demoni interiori in uno strumento indispensabile per risolvere la situazione in cui finirà invischiato.

Dopo aver condiviso la nostra recensione di Bugonia, torniamo a occuparci di fantascienza (sebbene di tutt’altro tenore) per proporre l’analisi del muscolare lungometraggio scritto e diretto da Patrick Hughes.

War Machine
War Machine recensione
War Machine 2026
Netflix
Alan Ritchson

La trama di War Machine

Un soldato cerca con tutte le forze di superare il durissimo addestramento per diventare un ranger a seguito della drammatica morte del fratello con cui condivideva l’ambizione di entrare nel corpo d’elite della fanteria.

Durante l’ultima fase del camp, però, la squadra guidata dall’uomo viene decimata da una macchina che la sorprende nel pieno di una simulazione in cui i membri dell’esercito sono isolati senza la disponibilità di alcun tipo di arma.

In una battaglia assolutamente impari, i sopravvissuti dovranno riuscire a mettersi in salvo e a tornare al campo base per capire cosa stia accadendo, per avvisare i superiori dell’attacco subito e per preparare una risposta alla misteriosa offensiva.

War Machine
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War Machine 2026
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Alan Ritchson

Propaganda militarista, Alan Ritchson in versione supereroe e un pizzico di fantascienza

War Machine è un’opera che fa della componente action e della retorica riferita riferita ai corpi speciali dell’esercito statunitense i sue due grandi punti centrali potendo sfruttare appieno tanto le prorompenti caratteristiche fisiche di Ritchson quanto la sua attitudine da tenebroso con il cuore morbido.

Non c’è traccia, nel lungometraggio di Hughes, di alcun tipo di satira che possa in qualche modo avvicinarlo a Starship Troopers, mentre appaiono evidenti le similitudini con Independence Day, capace, però di essere molto più autoironico.

Il film del regista australiano non sembra avere alcuna velleità di far riflettere lo spettatore o di porlo di fronte a questioni dal senso profondo che non siano un’idealizzazione esasperata del cameratismo tra commilitoni e, più in generale del ruolo delle forze armate in contesti di belligeranza o di pace.

Fatte queste doverose premesse, War Machine funziona: intrattiene con scene d’azione ben girate e quasi sempre chiare dal punto di vista cinematografico nonostante il caos della battaglia messa in scena e gestisce bene la tensione nel corso di tutto il girato.

L’espediente fantascientifico serve, di fatto, soltanto a mettere di fronte al protagonista un nemico praticamente imbattibile da fronteggiare sfruttando l’addestramento ma anche utilizzando le proprie conoscenze e le proprie qualità morali e attitudinali.

Il lavoro fatto sui personaggi secondari, sebbene non del tutto approfondito, porta a temere per la sorte dei membri del gruppo di aspiranti ranger il cui rapporto si rafforza a ogni nuova difficoltà e a ogni nuovo pericolo.

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War Machine 2026
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Alan Ritchson

Un action movie per staccare la testa

Tecnicamente War Machine gode di una regia adatta al genere e che sfrutta il ritmo lento della prima parte per esplodere in un turbine di sequenze ad alto tasso d’adrenalina fino a un finale che non si accontenta di mettere sul tavolo il compitino.

D’impatto la fotografia e la colonna sonora, per quanto in entrambi i casi non si possa parlare di lavori particolarmente originali e personali, e più che apprezzabili gli effetti visivi che non fanno gridare al miracolo ma che, anche grazie agli accorgimenti utilizzati da Hughes, rendono la macchina nemica abbastanza credibile e concreta.

Le interpretazioni degli attori sono un po’ limitate da quello che è chiesto loro dalla sceneggiatura e, nel caso del cast di supporto, dall’ingombrante, in tutti i sensi, presenza di Ritchson, perfettamente calato nel ruolo.

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Alan Ritchson

War Machine si rivolge, nel migliore dei modi, a un pubblico preciso

Il film distribuito sulla piattaforma dalla N rossa appartiene senza dubbio a quel tipo di prodotto da intrattenimento usa e getta, perfetto per passare una serata sul divano di casa ma privo di qualsiasi tipo di spessore tecnico e narrativo che possa permettergli di essere ricordato a lungo nel miasma di piccole, medie e grandi produzioni della cinematografia contemporanea.

Come già detto, però, War Machine fa il suo in maniera sufficiente regalando agli appassionati del genere 107 minuti di divertimento ben strutturato e dal sapore che a un tempo sa essere moderno e nostalgico.

Voto: 6/10

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