L’Ombra dello Scorpione, universalmente considerato come uno dei migliori romanzi di Stephen King, porta il lettore all’interno di un mondo post-pandemico in cui il conflitto tra bene e male è caratterizzato dal confronto tra due distinte fazioni e, come dice il titolo stesso (The Stand) dalla presa di posizione morale necessaria in una situazione di quel tipo.
Lo scrittore del Maine si è lasciato ispirare, per la stesura dell’opera, tanto da fatti di cronaca e da racconti altrui, quanto dal proprio desiderio di scrivere un racconto dai toni epici ambientato in epica contemporanea.
Dopo aver condiviso di quella volta in cui Carrie fu quasi miracolosamente recuperato dal cestino della spazzatura da Tabitha, torniamo a parlare del Re dell’horror per ricordare quali siano state le suggestioni e i concetti che hanno spinto Stephen King a scrivere L’Ombra dello Scorpione.

L’Ombra dello Scorpione secondo Stephen King: un Il Signore degli Anelli nell’America moderna
L’Ombra dello Scorpione si fonda principalmente sull’idea di una malattia capace di decimare l’umanità e sull’intuizione di come, un evento di questo tipo e la destrutturazione della società, posano portare a una polarizzazione estrema dei modi di vivere e a un successivo conflitto tra le nuove comunità.
In primo luogo, l’immagine di uno scenario di questo tipo fu ripresa da King dal romanzo del 1949 La Terra sull’Abisso, di George R. Stewart, in cui veniva scandagliata la reazione dei sopravvissuti a una tragedia causata da un virus letale.
L’opera del nativo della Pennsylvania, vincitrice della prima edizione del premio International Fantasy Award, si concentra, in effetti, più sulle possibili nuove dinamiche sociali a seguito dell’epidemia che sull’aspetto avventuroso della sopravvivenza in tale contesto.
Partendo dalla lettura del racconto, e ispirato dalla notizia di una fuoriuscita di sostanze chimiche nello Utah che portò alla morte di diversi animali, l’autore di Carrie si spinse a costruire il suo personale mondo epico che sotto molteplici punti di vista si voleva rifare all’universo de Il Signore degli Anelli di Tolkien.
Stando a quanto scritto dallo stesso King in Danse Macabre, Stu Redman sarebbe l’equivalente di Frodo così come Randall Flagg rappresenterebbe il suo Sauron di stanza a Las Vegas piuttosto che a Mordor.
Nonostante le differenti ambientazioni, Il Signore degli Anelli e L’Ombra dello Scorpione condividono il concetto di un mondo diviso in due in cui forze contrastanti che si ritrovano a fronteggiarsi per avere la meglio a livello politico e ideologico.
A proposito di L’Ombra dello Scorpione, vi ricordiamo che Paramount si prepara a portare sul grande schermo un adattamento del romanzo di Stephen King e vi lasciamo al racconto di quando George Romero e lo scrittore avevano già provato a trasporre il libro per il cinema.


Fonti: Screen Rant – We Minored in Film – Audible
