R. L. Stine è diventato uno scrittore horror per caso: “Non ho mai voluto fare paura”

R. L. Stine ha costruito la sua fortuna su Piccoli Brividi, franchise di libri horror dedicati ai bambini che conta decine di titoli pubblicati e che può vantare di essere la seconda serie letteraria più venduta di sempre dietro quella di Harry Potter.

A dispetto di quello che sarebbe stato, però, l’autore nato in Ohio è cresciuto cercando di far ridere il suo pubblico e sperando di poter fare successo attraverso libri comici, cominciando a scrivere già in tenera età.

Dopo aver raccontato di quella volta che Tabitha recuperò Carrie dal cestino della spazzatura dando di fatto vita alla carriera del marito, torniamo a parlare di come il destino a volte riservi sorprese inattese attraverso le parole di Stine a proposito della sua attitudine iniziale e di come gli sia capitata l’opportunità di approcciarsi al genere horror.

R. L. Stine
Piccoli Brividi
R. L. Stine intervista
Stine

R. L. Stine voleva far ridere, non spaventare

Nel corso di una vecchia intervista con The Huffington Post (in seguito divenuto HuffPost), Stine ha raccontato come la passione per la scrittura lo abbia accompagnato fin da ragazzino per quanto la direzione intrapresa fosse completamente differente da quella che lo ha reso celebre.

L’autore ha infatti spiegato:

Avevo circa nove anni e stavo nella mia stanza a scrivere  riviste di battute e fumetti divertenti. Non ho mai voluto fare paura, ho sempre voluto solo essere divertente. E scrivevo queste storie comiche, ma non so perché. Mia madre era fuori dalla porta e mi diceva: ‘Che ti prende? Esci a giocare!”. E io rispondevo: ‘Fuori è noioso!”.

Qualcuno mi ha chiesto qual è il peggior consiglio che mi sia mai stato dato e ho dovuto rispondere che è stato quello di mia madre: ‘Smetti di scrivere e vai fuori a giocare’

R. L. Stine
Piccoli Brividi
R. L. Stine intervista
Stine

In effetti, Stine ha continuato a scrivere con piglio umoristico lavorando per magazine e pubblicando diversi libri prima di passare, quasi casualmente all’horror. Parlando con Mental Floss lo scrittore ha ricordato di come gli si sia presentata l’opportunità di cambiare genere:

Stavo pranzando con Jean Feiwel, all’epoca direttrice editoria della Scholastic. Aveva appena litigato con uno scrittore di horror per ragazzi e mi disse: ‘Non lavorerò mai più con lui. Tu potresti scrivere un buon romanzo horror per ragazzi? Che ne dici?’. Non avevo mai letto alcun romanzo horror per ragazzi, ma a quei tempi non dicevo mai di no a nulla. Corsi in libreria e comprai un sacco di libri horror

La scelta di accettare l’incarico, col senno del poi, si è rivelata assolutamente azzeccata, permettendogli di diventare ciò che è oggi senza snaturare del tutto il proprio stile e le proprie inclinazioni e continuando a mescolare l’horror e la comicità senza spaventare davvero i bambini.

A proposito di horror e maestri del genere, vi lasciamo alla lettera di H. P. Lovecraft in cui il solitario di Providence rivela quale sia l’esatta pronuncia del nome Cthulhu.

Fonti: HuffPostMental Floss

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