Unchosen, serie tv britannica del 2026 distribuita su Netflix, ci porta all’interno di un gruppo religioso fondamentalista per raccontare una storia in cui vengono indagati e discussi i concetti di potere e controllo in modo da spiegare quanto sia facile che la situazione possa degenerare in un contesto di quel tipo.
Nei 6 episodi dello show vengono affrontati temi delicati e assolutamente contemporanei, tanto nella nostra società aperta quanto, a maggior ragione, all’interno di un gruppo chiuso e fortemente gerarchizzato.
Dopo aver condiviso la nostra spiegazione del finale della prima stagione di Detective Hole e avvisando degli spoiler presenti nell’articolo, andiamo dunque ad analizzare e a dare un senso alla risoluzione della miniserie creata e scritta da Julie Gearey.

La trama di Unchosen
Quando la figlia di Rosie e Adam, Grace, viene salvata miracolosamente da uno sconosciuto, la vita all’interno della Confraternita del Divino comincia a virare lentamente, vittima di scandali, incomprensioni, segreti e bugie.
Mentre il misterioso estraneo si introduce sempre più nella comunità, tanti nodi arrivano al pettine e troppe situazioni finiscono per esacerbarsi fino a diventare ingestibili e motivo di tensioni tra i membri del gruppo.
In un crescendo di scoperte e consapevolezze, Rosie sarà chiamata a prendere decisioni difficili da gestire a livello emotivo con tutto il mondo che la circonda che inizia a scricchiolare minacciando di crollare su se stesso.

Spiegazione del finale di Unchosen: la capacità manipolatoria di Sam trova una nuova strada
Come finisce l’arco narrativo di Rosie
Dopo aver combattuto a lungo con il proprio senso di colpa e allo stesso tempo con l’impossibilità di continuare a vivere in un contesto che non le offra la giusta dignità e la sicurezza necessaria a poter crescere la propria figlia, Rosie, anche costretta dal pericolo imminente portato da Sam, riesce a trovare il coraggio di lasciare la setta e Adam per iniziare una nuova esistenza.
Nei momenti finali di Unchosen vediamo la donna trovare rifugio a casa del figlio dei Phillips, a sua volta rinnegato dalla propria famiglia d’origine e allontanato dalla comunità religiosa a causa delle scelte, non in linea con la stessa, che aveva fatto.

Come finisce l’arco narrativo di Adam
Adam, incapace di accettare la propria omosessualità e di allontanarsi dalla Confraternita del Divino, cede di fronte al ricatto di Sam e al video che li mostra in atteggiamenti intimi e compromettenti per quanto riguardi le regole della setta.
In effetti, il marito di Rosie è fortemente influenzato da quanto imposto dai dogmi religiosi con cui è cresciuto, tanto da provare vergogna non tanto per i propri peccati materiali quanto per l’idea stessa di quello che sia nella propria natura e nei propri desideri e fino al punto di trasformare quella vergogna e quel senso di inadeguatezza in violenza e desiderio di sopraffazione.

Come finisce l’arco narrativo di Sam
Sam, grazie alla sua capacità di manovrare le persone con cui entra in contatto, trova nel gruppo religioso un porto sicuro per tenersi lontano dalla polizia e una piccola comunità di cui prendere lentamente possesso.
La scena finale di Unchosen ci mostra come, a un anno dallo scontro con Adam, il ricercato sia riuscito a diventare leader della setta dopo essersi fatto largo con violenze, soprusi e macchinazioni e aver probabilmente in questo modo eliminato ogni concorrente.

Analisi dei temi presentati in Unchosen
Unchosen porta sul piccolo schermo le dinamiche tipiche di una comunità gerarchica chiusa e, in particolare, di una setta religiosa intrisa di comandamenti e regole che abbiano la pretesa di arrivare dall’alto della divinità.
In questo senso è facile capire come gli individui alla base della piramide possano facilmente diventare vittime di ogni tipo di angherie determinate da una posizione di sudditanza assoluta accettata in quanto data per scontata.
In maniera similare, chi si trova al vertice, rischia, come dimostrato dai casi del signor Phillips e di Adam, di perdere la cognizione del giusto e dello sbagliato a causa di quelle convinzioni fortissime che portano dentro di loro e di una malcelata dissonanza interiore.
Se dopo l’allontanamento del figlio, Phillips comincia a bere e a comportarsi in modo subdolo e riprovevole, il padre di Grace, nel momento in cui gli viene data la possibilità di ottenere maggiore potere, comincia a vacillare prima assecondando la propria ambizione a discapito degli affetti e quindi subendo il peso della consapevolezza di non essere completamente in linea con quanto mostrato ai fedeli, e, di conseguenza, inadatto a un ruolo che sente tanto importante e pieno di responsabilità.
Dall’altra parte, la trama ci porta lentamente a renderci conto di come un uomo come Sam si trovi invece perfettamente a suo agio in una situazione in cui poter esprimere al massimo le proprie doti manipolatorie e in cui la violenza psicologica faccia da contraltare a quella fisica in un ambito tanto isolato da permettere al forte e al prepotente di avere sempre e comunque la meglio.
