The Toxic Avenger, recensione: Toxie è tornato

Un eroe dalla pellle verde e bitorzoluta, le fattezze mostruose e che utilizza come arma per sconfiggere i suoi nemici un mocio per pulire i pavimenti imbevuto di una tossica e fortemente corrosiva.

Già dalle premesse The Toxic Avenger si differenzia dal classifico film di supereroi a cui Marvel e DC ci hanno abituato per rispecchiare in pieno lo spirito della Troma, casa di produzione che ha dato vita all’emblematico personaggio tornato sugli schermi dopo decenni d’assenza.

Macon Blair, regista e sceneggiatore dell’opera, porta sullo schermo una commedia nera che gioca con lo splatter e prende in giro i luoghi comuni riuscendo, a un tempo, a parlare di contemporaneità e ad appagare l’interesse nostalgico per i b-movie di una volta.

Dopo aver condiviso la nostra analisi sul momento d’oro dell’horror, andiamo dunque a proporre la nostra recensione di The Toxic Avenger, prodotto che condivide atmosfere e stilemi con uno dei generi preferiti della parte più pop della Settima Arte.

The Toxic Avenger
The Toxic Avenger recensione
Macon Blair
Toxic
Peter Dinklage

La trama di The Toxic Avenger

Winston, dopo la morte della compagna, deve badare da solo al figlio di lei mentre lavora come uomo delle pulizie in una grande compagnia farmaceutica i cui affari loschi hanno cominciato a generare più di un sospetto e di una controversia.

Alla notizia di essere affetto da un male incurabile e al rifiuto del CEO per cui lavora di aiutarlo con l’assicurazione, l’uomo decide di rapinare il caveau dell’azienda finendo però per essere catturato da un gruppo di sgherri del capo e gettato in una piscina di rifiuti tossici.

Winston, però, sopravvive al tentato assassinio cambiando per sempre: l’esposizione al liquame lo trasforma rendendolo mostruoso nell’aspetto ma incredibilmente forte e resistente.

Deciso a mettere i suoi nuovi poteri al servizio della giustizia e del bene comune, Toxie si ritroverà a dover affrontare criminali e uomini di potere quando la vita del suo figliastro sarà messa in pericolo.

The Toxic Avenger
The Toxic Avenger recensione
Macon Blair
Toxic
Peter Dinklage

Un antieroe alle prese con un modo alla deriva ma dall’aspetto cartoonoso

The Toxic Avenger è lungometraggio che, senza prendersi troppo sul serio e senza esplicitare troppo il suo ruolo satirico, finisce per accarezzare tematiche politiche e d’attualità anche non sempre direttamente connesse al personaggio e alle origini dei suoi superpoteri.

Perché l’opera di Macon Blair, con la sua premessa, poggia su terreno fertile per discutere, tra una scena di soft gore e l’altra, di inquinamento e di malagestione dei processi produttivi e di smaltimento dei rifiuti, ma non si tira indietro quando c’è da fare ironia su tendenze di pensiero fin troppo presenti nella nostra società e che si rifanno a estremismi o a teorie del complotto più o meno assurde.

Dal punto di vista della struttura narrativa, The Toxic Avenger è un film semplice e che presenta il viaggio dell’eroe in maniera lineare, senza i fronzoli lasciati appannaggio di una messa in scena a suo modo lussureggiante.

Se in alcuni momenti il risultato ricorda chiaramente e volutamente produzioni di serie b a basso budget, il livello della realizzazione tecnica complessiva sa essere più che soddisfacente e assolutamente coerente con il tono della narrazione.

Il mondo presentato, in questo senso, ricorda, con le dovute distinzioni, quelli portati sullo schermo da Tim Burton, affidandosi a colori molto vividi e quasi da animazione e scenografie che vanno al di là del surreale.

Buona la prova di un casti di livello assoluto, con Peter Dinklage assolutamente nel personaggio e a suo agio prima nei panni dell’underdog stanco di essere calpestato e quindi in quelli del giustiziere che cerca, fallendo, di tenere a freno i propri istinti nel tentativo di rimanere fedele ai dettami della non violenza professati dal figlio.

Altro aspetto interessante, riuscito e divertente dell’opera sta proprio nel tentativo di far scontrare l’anima più anni ’80 del Toxic Avenger con la narrazione di una contemporaneità molto più attenta al politicamente corretto e a una morale da paladino senza macchia.

The Toxic Avenger
The Toxic Avenger recensione
Macon Blair
Toxic
Peter Dinklage

Un cinecomic (?) diverso dal solito

In sostanza, The Toxic Avenger è un film di supereroi atipico, che prende gli stereotipi del genere e li ribalta come aveva fatto all’epoca l’originale ma riuscendo a creare un contrasto ancora più forte dopo i tanti cinecomic (Toxie ha fatto il percorso inverno rispetto ai protagonisti Marvel, nascendo sullo schermo per poi finire tra gli albi a fumetti) degli ultimi decenni.

Il film di Macon Blair (anche interprete e montatore) è un esperimento divertente che potrebbe aiutare il rilancio della Troma e offrire una boccata d’aria fresca a un panorama cinematografico che di sicuro sente il bisogno di qualcuno deciso a lavorare fuori dagli schemi.

Senza gridare al capolavoro, ci sentiamo di consigliare la visione del nuovo Vendicatore Tossico anche come spunto per recuperare i vecchi prodotti del franchise e tornare in qualche modo a sorridere, anche grazie agli aspetti più trash, con i supereroi.

Voto: 7/10

Rispondi

Torna in alto