La Torre Nera: Mike Flanagan ha parlato delle due grandi difficoltà che sta affrontando nella realizzazione della serie tv

Nel corso dell’episodio 277 del KingcastMike Flanagan, invitato per parlare di The Life of Chuck, ha avuto modo di discutere del suo agognato adattamento de La Torre Nera a cui sta lavorando da tempo.

Il regista e sceneggiatore ha in questo caso parlato delle difficoltà relative alla produzione della trasposizione di una saga che finisce per racchiudere tanti personaggi presenti anche in altre storie di Stephen King e che richiederà, verosimilmente, diversi anni di per essere completata.

Dopo aver condiviso la nostra recensione di The Running Man, remake del film L’Implacabile del 1987 e secondo adattamento de L’Uomo in Fuga, torniamo a occuparci de La Torre Nera per riportare le dichiarazioni del filmmaker responsabile del progetto.

La Torre Nera
Stephen King
Mike Flanagan
Intervista La Torre Nera

Il Kingverse rappresenta un’enorme difficoltà per la trasposizione de La Torre Nera

Interrogato a proposito dello stato dei lavori della sua serie basata su La Torre Nera, Mike Flanagan ha rassicurato conduttori e spettatori confermando che la produzione stia continuando nonostante i tanti ostacoli sul cammino.

Il principale di questi problemi starebbe, stando alle parole del regista, nella necessità di capire quali diritti su storie e personaggi acquisire dalle diverse major che hanno portato sullo schermo i racconti del Re dell’horror e quali sostituire (e come sostituirli) senza stravolgere la narrazione e riuscendo ad accontentare i Fedeli Lettori.

Per chi non lo sapesse, infatti, l’universo della Torre Nera incorpora moltissime figure presenti in altri romanzi e racconti dell’autore del Maine che finiscono per avere ruoli più o meno importanti nell’epico viaggio di Roland.

In tal senso, Flanagan ha spiegato come si stia muovendo, specificando quali personaggi non possano essere sostituiti in alcun modo:

Flagg bisogna inserirlo. E poi ci sono altri casi in cui bisogna semplicemente fare in modo di ottenere il personaggio, con Padre Callahan, per esempio. È una cosa non negoziabile, il che significa che si deve andare alla Warner Brothers, perché loro hanno i diritti su Salem’s Lot

Discutendo poi della possibilità di sostituire qualche personaggio nel caso in cui non si riuscissero a ottenere i diritti d’utilizzo, il filmmaker ha continuato:

La maggior parte di queste decisioni non avranno un ruolo nelle prime due stagioni. Fortunatamente, il vantaggio de La Torre Nera è che, se l’adatti nel modo giusto e parti dall’inizio, hai a che fare con un personaggio che segue un altro personaggio in una landa desolata dove non c’è nemmeno una struttura che possa distrarti. È una persona che ne segue un’altra. Molto semplice.

E tutto viene aggiungo con il giusto ritmo, in modo che si incontrino nuovi personaggi e il mondo si espanda. E tutto viene aggiunto. E viene aggiunto con il giusto ritmo, in modo che si incontrino nuovi personaggi e il mondo si espanda. Quindi, una volta raggiunto quel punto, hai già costruito abbastanza da conquistare il pubblico, indipendentemente dalla sua familiarità con il materiale originale

La Torre Nera
Stephen King
Mike Flanagan
Intervista La Torre Nera

La questione Jake

Un altro grande problema che Flanagan e il team di produzione dovranno affrontare riguarda la durata della produzione e il bisogno di far fronte all’invecchiamento degli interpreti, in particolare di quello chiamato a portare sullo schermo il piccolo Jake:

E poi devi affrontare l’idea che chiunque tu scelga per interpretare Jake, diventerà più vecchio. E che diavolo significa se stiamo pensando a un programma di produzione di 10 anni? Ci sono un sacco di cose da considerare. Tutto per dire che spero che questo dimostri che ci sto pensando molto

Concludendo sull’argomento, Flanagan ha però voluto lanciare un messaggio ben preciso relativamente alla possibilità che i lavori potrebbero un giorno interrompersi e al suo atteggiamento per evitare che tale evenienza diventi reale:

Il progetto è assolutamente in una fase di sviluppo concreto. E se dovesse arrivare il terribile giorno in cui verrà abbandonato, sarò molto onesto al riguardo. Non vorrei alimentare false speranze. Ma voglio mantenere vive le speranze reali, perché sono una delle cose che danno a questo tipo di progetti la spinta necessaria per realizzarsi. Perché alla fine, l’unica cosa che uno studio vuole sapere, dato che non capirà le sfumature, è che ci sia un pubblico

In attesa di avere notizie più concrete sull’adattamento de La Torre Nera, vi lasciamo alla storia di quella volta in cui George Romero e Stephen King hanno quasi adattato L’Ombra dello Scorpione per le sale cinematografiche.

Fonte: Kingcast

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