Howard Phillips Lovecraft ha saputo costruire uno degli universi narrativi più suggestivi e influenti della letteratura horror e fantascientifica che, nel tempo, hanno ispirato scrittori, registi e game designer che hanno preso spunto dalle idee e dalle ambientazioni del Solitario di Providence cementandone il lascito.
Il cinema, in questo senso ha provato in diverse occasioni a portare sullo schermo film lovecraftiani proponendo adattamenti dei racconti dell’autore o storie che pescassero da concetti quale l’orrore cosmico.
Dopo aver appreso che Guillermo del Toro sembra aver definitivamente abbandonato la sua idea relativa a Alle Montagne della Follia, torniamo a occuparci dello scrittore nativo del Rhode Island e di opere della Settima Arte che provano a omaggiarlo presentando una lista di lungometraggi dalle atmosfere orrorifiche capaci di tenere vivo il Culto.

9 film lovecraftiani che ogni appassionato del Solitario di Providence dovrebbe vedere
From Beyond – Terrore dall’Ignoto
Stuart Gordon adatta il racconto Dall’Ignoto di Lovecraft mettendo in scena una storia senza mezze misure che punta tutto sulla morbosità, sulla perversione e sulla discesa verso la follia dei suoi personaggi.
Datato 1986, From Beyond è uno degli esempi più emblematici dei b-movie dell’epoca e porta all’estremo l’idea di body horror senza timori di risultare esplicito o eccessivamente violento.
La trama ruota intorno alla creazione di una macchina capace di amplificare la percezione umana aprendo a nuovi stimoli in grado di soddisfare gli appetiti dello scienziato che l’ha costruita e perfezionata.
Come accade anche in Hellraiser, però, la porta che si spalancherà darà accesso a creature provenienti da altre dimensioni, trasformando la ricerca del piacere in un terribile incubo senza via d’uscita.

Il Colore Venuto dallo Spazio
Dopo la caduta di un meteorite in un cortile, i membri della famiglia che abita il luogo devono fare i conti con fenomeni inspiegabili e terrificanti che finiscono per sconvolgerne l’esistenza mettendone a repentaglio la vita mentre la realtà comincia mutare inesorabilmente intorno a loro.
Il Colore Venuto dallo Spazio trasporta sullo schermo il racconto omonimo dello scrittore statunitense riuscendo a regalare un’atmosfera unica e una realizzazione tecnica perfetta per il tono dell’opera che vede protagonista Nicolas Cage.

Re-Animator
Stuart Gordon al suo debutto sul grande schermo con un film che adatta il racconto Herbert West, Rianimatore in un horror splatter che gioca con la comicità e con le esagerazioni in una narrazione surreale e grottesca che fa grande uso di effetti pratici e che diviene un punto di riferimento in tal senso.
La storia vede protagonisti lo studente di medicina Herbert West e la sua incredibile formula in grado di resuscitare i morti e di condurre lo scienziato in una spirale di morte e perversione senza fine.

Older Gods
Piccolo film indipendente britannico, Older Gods attinge a piene mani dall’immaginario fatto di culti misteriosi e incubi mentali per raccontare una storia in cui la sanità mentale del protagonista viene messa a dura prova dagli eventi in cui viene catapultato.
Scritto e diretto da David A. Roberts, Older Gods riesce con pochissimo a ricreare le atmosfere che i lettori di Lovecraft amano incutendo un senso di disagio che continua a crescere fino all’epilogo.

Il Rituale
Quattro amici si avventurano in un trekking per commemorare la morte di un amico ritrovandosi di colpo invischiati in qualcosa di sinistro e minaccioso che accade tra i boschi che hanno scelto per l’uscita.
Quello che sembra svilupparsi come il più classico degli slasher si rivela un film che riesce a mettere molta più carne sul fuoco in una produzione inglese basata sul romanzo omonimo di David Nevill.
Il Rituale è un lungometraggio che attinge dai temi lovecraftiani adattandoli alla mitologia nordica in un mix che fonde abilmente tensione e terrore cosmico.

Dagon – La Mutazione del Male
Ancora Stuart Gordon a dirigere un’opera del 2001 che sembra uscita direttamente dagli anni ’80 del ventesimo secolo: il film spagnolo dal budget ridotto si affida alla bravura del filmmaker e a una fotografia che costruisce un’atmosfera unica e che riporta ai b-movie della loro epoca d’oro.
La trama adatta Dagon e La Maschera di Innsmouth in un’ambientazione che porta alla modernità quelle delle opere originali e che al di là di qualche ingenuità parla senza mezze misure il linguaggio dell’horror.

Il Seme della Follia
Dopo la misteriosa sparizione di un famoso scrittore dell’orrore, un’agente della casa editrice e un investigatore assicurativo iniziano a lavorare insieme per ritrovarlo in un viaggio che metterà alla prova la sanità mentale dei due.
John Carpenter dirige un film che omaggia due dei più grandi autori del genere di tutti i tempi: Stephen King e Howard Phillips Lovecraft vengono rappresentati in un’opera in cui la metanarrazione diventa pazzia e in cui l’Artigiano dell’orrore dà vita a personaggi indimenticabili.
Il Seme della Follia è un cult che trascina lo spettatore in un vortice in cui l’impossibile diventa reale e il velo tra il nostro mondo e dimensioni terrificanti diviene fragile e sottile.

Punto di non Ritorno
Uno degli horror fantascientifici più disturbanti di sempre che, contando anche su un cast di alto livello in cui spiccano Sam Neill e Laurence Fishburne, è diventato popolarissimo tra gli appassionati a fronte del giudizio negativo della critica.
La missione di salvataggio di un’astronave finita alla deriva si trasforma in una trappola di morte e delirio quando si scopre che il mezzo ritrovato nelle profondità dell’universo non sia altro che la Event Horizon.
Scritto da Philip Eisner e diretto da Paul W. S. Anderson, Punto di non Ritorno porta le atmosfere lovecraftiane tra le stelle offrendo al contempo ai cinefili e ai fan della fantascienza una delle navi spaziali più iconiche della storia della Settima Arte.


The Mist
Tratto da un racconto di Stephen King, The Mist, diretto da Frank Drabont e uscito nel 2007, deve moltissimo alle suggestioni che derivano da Lovecraft declinate nel tipico contesto degli scritti del Re in cui il panico collettivo diviene protagonista di orrori paragonabili a quelli soprannaturali.
Dopo una forte tempesta, una densissima nebbia comincia ad avvolgere una cittadina del Maine destando preoccupazione e sbigottimento in una popolazione che presto dovrà fare i conti con le mostruose creature nascoste dal fenomeno meteorologico.
Per quanto non paragonabile ad altre trasposizioni dello scrittore del Maine dirette da Darabont, The Mist è un horror che tiene incollati alla poltrona e che rende giustizia alla bravura del marito di Tabitha nel creare suspense e nel generare terrore.

